
Da “Lost in Translation” a “Chiamami col tuo nome”: 15 film da guardare in base alla tua personalità
Vi sarà capitato almeno una volta nella vita di fare un test della personalità. Non che ci serva davvero un test per capire chi siamo, ma perché togliersi il gusto di farlo comunque, di quelli che un po' ricordano i pomeriggi passati in cameretta con i piedi ciondolanti in aria, cuffiette nelle orecchie, a compilare i test sul Cioè, sperando che il risultato confermasse esattamente quello che già pensavamo – o speravamo – di noi stessi. Ma una volta appurata la vostra personalità, sapete anche quale sia il film adatto a voi, o alle persone come voi? Cosa potrebbe rilassare un introverso e cosa invece emozionare una persona particolarmente empatica? Qual è, invece, il film giusto per una perfetta serata cozy comfort tra amiche?
Questa guida cinematografica che vi consiglia quale film guardare in base alla tua personalità nasce proprio dall’idea di trovare l’opzione più giusta per ogni mood e vibes, con qualche variabile per adattarla alla serata giusta.
Notte da introverso

Se la serata perfetta prevede il telefono silenziato e nessuna voglia di condividere la stanza con nessuno, rigenerandosi in completa solitudine, allora Lost in Translation (2003) di Sofia Coppola è la scelta migliore per voi: un film fatto di sguardi, silenzi condivisi e solitudini che si sfiorano senza mai risolversi del tutto, perfetto per chi trova conforto nella propria compagnia più che in quella altrui.
Se invece la voglia è quella di qualcosa di ancora più lento e contemplativo, Paterson (2016) di Jim Jarmusch segue una settimana nella vita di un autista di bus che scrive poesie tra una fermata e l'altra, un inno sommesso alla bellezza delle piccole routine quotidiane che ogni introverso riconoscerà come proprio territorio.
Per una notte più malinconica, In the Mood for Love (2000) di Wong Kar-wai racconta un amore mai davvero dichiarato attraverso corridoi stretti, sguardi rubati e un rimpianto elegantissimo; ideale per chi preferisce sentire le emozioni più che parlarne.
Serata da estroverso a casa
C’è chi non riesce a stare fermo e trasforma ogni film in un evento sociale, con luci basse, popcorn condivisi e commenti urlati da un capo all'altro del divano. Vi riconoscete nella descrizione? Ottimo, allora dovete assolutamente guardare Game Night (2018): una commedia frenetica e piena di colpi di scena, capace di far discutere tutti quanti anche a schermo spento.
E se avete anche voglia di mettervi un po’ la prova con qualche enigma dal brivido sinistro, trasformando effettivamente la serata cinema in un vero e proprio party game, vivendolo su schermo anziché giocandolo con figure, carte e dadi, ecco Knives Out - Cena con delitto (2019) è quel film che può trasformare la visione in un vero e proprio gioco collettivo, con ogni ospite pronto a giurare di aver capito tutto fin dall'inizio. Certo, se siete più tipi da classicone intramontabile da citare all'infinito nei giorni successivi, Signori, il delitto è servito (1985), con i suoi tre finali alternativi, è la scelta definitiva per chi ama trasformare ogni visione in una piccola sfida di gruppo.
Chaos gremlin movies

Per chi si riconosce in quell'energia imprevedibile e un po' fuori controllo tipica del chaos gremlin, Everything Everywhere All At Once (2022) potrebbe diventare il vostro manifesto personale. Un film che salta da un multiverso a quello successivo con la stessa disinvoltura con cui la vostra mente passa da un pensiero assurdo all'altro, ma che alla fine riesce a tenersi insieme alla perfezione nonostante il caos apparente.
Se poi l’obiettivo è quello di travolgere anche gli altri nel proprio delirio, The Rocky Horror Picture Show (1975), magari guardato in compagnia e con tanto di canzoni urlate a squarciagola e ballate, è il rito di iniziazione perfetto per chi ama il glitter quanto il disordine.
E per una dose di caos più action e scanzonato, Scott Pilgrim vs. the World (2010), con il suo montaggio frenetico da videogioco e i combattimenti assurdi contro gli ex fidanzati della protagonista, parla la stessa lingua visiva di chi vive perennemente a mille – anche se segretamente agogna a un po’ di riposo.
Cozy comfort watch

L’autunno è alle porte e il vostro bisogno primario è quello di trovare il rifugio per eccellenza, fatto di calore e nostalgia, possibilmente con un pizzico di magia, dove sapere già come va a finire non toglie nulla al piacere della visione. Kiki - Consegne a domicilio (1989), per esempio, è un porto sicuro insuperabile, magari da guardare da soli con una tazza calda di tè speziato alla cannella tra le mani.
Volete allargare la serata a tutta la congrega? La risposta, secondo noi, la sapete già: Amore e incantesimi (1998)! Pellicola perfetta da guardare tra amiche, tra piccoli sortilegi, sorellanza e un immancabile margarita di mezzanotte preparato seguendo alla lettera la ricetta delle sorelle Owens.
Per chi invece cerca un comfort più fiabesco e sensoriale, anche romantico magari da condividere con il proprio partner, Chocolat (2000) con il suo villaggio francese scaldato lentamente dall'arrivo di una cioccolateria fuori dagli schemi, resta l'abbraccio perfetto per una sera in cui si ha voglia solo di sentirsi coccolati. Effetti collaterali? Avrete una gran voglia di cioccolata per giorni e giorni. Vi abbiamo avvertito!
Empath energy

In bilico tra la maledizione e il potere magico, siete di quelle persone che assorbono ogni sfumatura emotiva di ciò che si guarda, quasi come se ogni film fosse anche un po' una seduta di terapia non richiesta. Parlando di terapia, una scelta in questa direzione potrebbe essere Inside Out (2015), capace di dare letteralmente un nome e un volto a ogni emozione, validandole tutte senza eccezione, tristezza compresa.
Se la ricerca però punta a qualcosa di maggiormente contemplativo, Perfect Days (2023) di Wim Wenders segue le giornate quasi rituali di un uomo che pulisce bagni pubblici a Tokyo, trovando bellezza struggente nella luce che filtra tra le foglie, un invito silenzioso a rallentare e osservare con più attenzione il mondo attorno a sé.
E per chi non ha paura di un pianto liberatorio, anzi lo ricerca con tutto se stesso, Estranei (2023) di Andrew Haigh è la pellicola di questa lista che vi farà piangere anche “l’acqua del primo bagnetto”, strappandovi le lacrime – ma senza essere melenso o stucchevole o, peggio, indugiare sulla pornografia del dolore – fin dal primo minuto, tra lutto mai davvero elaborato e un bisogno viscerale di essere visti, di essere amati, accettati, che difficilmente lascia indenne chi si riconosce anche solo un minimo in un'emotività così porosa.




