Definirlo semplicemente attore sarebbe riduttivo. Ethan Hawke è un artista a tutto tondo e una delle figure più vivaci del panorama culturale hollywoodiano. Regista, sceneggiatore, autore di romanzi, interprete, Hawke ha esplorato diversi ambiti artistici dimostrando un talento in ognuno di questi campi.
Sul set fin dal giovanissimo, prima con Explorers (1985) e poi con L'attimo fuggente (1989), l'attore ha saputo schivare le insidie di un successo precoce senza lasciarsi attirare da una popolarità sterile. Al contrario, ha scelto la strada più difficile, ma anche quella che l'ha portato più lontano.
Ormai decennale la sua collaborazione con Richard Linklater insieme al quale ha realizzato alcuni dei film più significativi delle rispettive carriere, dalla trilogia di Before al recente Blue Moon. Nel 2006 debutta dietro la macchina da presa con L'amore giovane, adattamento del suo primo romanzo. Ruolo che duplica nel 2018 con Blaze, portando sullo schermo la vita travagliata del musicista folk Blaze Foley, e nel 2023 con Wildcat quando dirige sua figlia Maya Hawke nel ruolo di Flannery O'Connor.
JustWatch ha stilato la classifica dei migliori ruoli di Ethan Hawke, tra cinema e serie TV.
10. Giovani, carini e disoccupati (1994)
“Vedi Lelaina, non ci serve altro: un paio di sigarette, una tazza di caffè e un po’ di conversazione. Io, te e cinque dollari…”. Giovani, carini e disoccupati, debutto alla regia di Ben Stiller, è il manifesto della Generazione X con protagoniste due icone del cinema degli anni '90: Winona Ryder ed Ethan Hawke. La storia di quattro amici neolaureati di Houston che cercano di dare forma alle loro aspirazioni e relazioni in un mondo che sembra non avere spazio per loro. L'attore è Troy Dyer, aspirante musicista allergico alle regole e alle convenzioni. Un giovane uomo vulnerabile e carismatico quanto disilluso e cinico il cui rapporto con il personaggio di Ryder è il cuore pulsante del film.
Poco più di un'ora e 30 minuti in cui il film cattura quel senso di incertezza e confusione tipico dei vent'anni. Sensazioni con le quali tutti abbiamo fatto i conti e che Stiller riesce a far affiorare sullo schermo in modo naturale e mai didascalico. Inoltre, il film affronta anche tematiche sociali come l'AIDS e l'accettazione della propria sessualità. Indimenticabile la sequenza nel Food Mart sulle note di My Sharona dei The Knack o quella finale accompagnata da All I Want Is You degli U2. Un cult intramontabile da vedere se hai amato Singles - L'amore è un gioco (1992) e St. Elmo's Fire (1985).
9. Gattaca - La porta dell’universo (1997)
Quello di Andrew Niccol è uno di quei film che, a distanza di quasi 30 anni dall'uscita, continua ad essere di una modernità sfacciata. Ambientato nel futuro, Gattaca - La porta dell’universo parla di un mondo in cui il destino sociale è determinato dal DNA. Ethan Hawke è Vincent Freeman, un uomo nato naturalmente e per un problema al cuore considerato "non valido". Ossessionato dal sogni di diventare astronauta, l'uomo assume l'identità di un individuo geneticamente superiore per viaggiare nello spazio e lavorare a Gattaca, l’ente aerospaziale responsabile delle missioni interplanetarie. Affiancato da Uma Thurman e Jude Law, l'attore dà vita a un personaggio dalla determinazione ferrea.
Un uomo dalle emozioni trattenute, braccato dalla paura di essere scoperto, malinconico e che sfida il sistema per andare oltre i limiti imposti dalla biologia e da una società classista. Un film di fantascienza dalle sfumature biopunk sull'autoaffermazione che si domanda qual sia il limite oltre il quale la scienza non dovrebbe andare e per questo estremamente attuale. Ma, oltre alle tematiche affrontate nei suoi 106 minuti, la pellicola è anche un visione affascinante per il mondo retro futurista immaginato da Niccol. Un mondo sospeso nel tempo dove le architetture di Frank Lloyd Wright e Antoine Predock e la fotografia lunare di Sławomir Idziak amplificano l'atmosfera ammaliante del film. Da scoprire se ti sono piaciuti Equilibrium (2002) e Minority Report (2002).
8. The Lowdown (2025)
7. Arrivata in Italia gli ultimi giorni del 2025 – e già rinnovata per una seconda stagione -, The Lowdown è un piccolo gioiello di scrittura e interpretazioni creato da Sterlin Harjo. Un'opera originale che guarda alla provincia americana con la lente del neo noir e una dose massiccia dell'umorismo di chi non si prende troppo sul serio. Ethan Hawke è Lee Raybon, un libraio perennemente in bolletta e storico di Tulsa che si ritrova a indagare sulla morte sospetta di un membro di una potente famiglia locale. Otto episodi da circa un'ora ambientati nello stesso universo narrativo di Reservation Dogs (2021) che avrebbero fatto felice Hunter S. Thompson tanto è “gonzo” il suo protagonista.
Perennemente stropicciato, testardo, disordinato e pieno di lividi dei colpi che gli ha inferto il destino, il protagonista (ispirato a Lee Roy Chapman) è irresistibile. Merito di una grande interpretazione in cui traspare tutto il divertimento di un fuoriclasse che conosce il mestiere come Ethan Hawke. Il suo è un uomo stanco, ma mai sconfitto con a cuore la verità. Non a caso la serie, dietro la sua facciata scanzonata, è anche una denuncia del trattamento dei nativi americani e di una politica corrotta. Da non perdere se hai apprezzato Bodkin (2024) e Dark Winds (2022).
7. Training Day (2001)
Per il ruolo di Jake Hoyt, recluta idealista della polizia di Los Angeles al suo primo giorno di addestramento, Ethan Hawke ha ottenuto una meritata nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista. Ambientato nell'arco di 24 ore, il film vede l'attore affiancato da un gigantesco Denzel Washington nei panni del corrotto sergente Alonzo Harris.
Insieme i due danno vita a un duetto attoriale indimenticabile interpretando due poli opposti che si scontrano tra i quartieri più malfamati di L.A. nell'arco di due ore di grande cinema. Un thriller poliziesco alimentato da un'adrenalina e tensione incessanti dove l'ambiguità morale si scontra con l'integrità di chi crede in ciò che rappresenta. Se credi che The Departed – Il bene e il male (2006) sia tra i migliori polizieschi degli ultimi 20 anni, Training Day non ti deluderà.
6. Onora il padre e la madre (2007)
Per il suo ultimo film, Sidney Lumet ha chiamato alcuni dei più grandi attori in circolazione: Albert Finney, Philip Seymour Hoffman ed Ethan Hawke. Un noir thriller travestito da dramma familiare in cui due fratelli in gravi difficoltà finanziarie pianificano una rapina ai danni della gioielleria dei genitori. Ma, quando il colpo finisce in tragedia, si scatena una spirale di colpa e violenza che li trascina a picco. Un film di grandi interpretazioni in cui Hawke offre una prova inedita fatta di disperazione e debolezza.
Il suo Hank è un uomo più che mediocre, un fallito che ha passato la vita nell'ombra del carisma del fratello. Il risultato è un personaggio tragico e profondamente infelice per una delle prove più cupe della carriera dell'attore che non fa nulla per arruffianarsi il favore del pubblico. Un film anticipatore con cui Lumet, in 117 minuti, cristallizza la complessità dell'animo umano e la mancanza di morale della nostra società. Imperdibile se hai amato Quel pomeriggio di un giorno da cani (1975).
5. First Reformed - La creazione a rischio (2017)
Primo capitolo della cosiddetta trilogia della redenzione di Paul Schrader – seguita da Il collezionista di carte (2021) e Il maestro giardiniere (2022) – First Reformed – La creazione a rischio è una rielaborazione di tematiche care al regista di Taxi Driver (1976). Al centro del racconto lungo quasi due ore un pastore protestante (Hawke) di una piccola comunità tormentato dal lutto e da una crisi di fede.
A far precipitare il suo già fragile equilibrio psicologico l'incontro con un attivista ambientale radicale e sua moglie incinta. Un altro uomo solo, straziato da un conflitto interiore e alla ricerca della verità. Qui l'attore costruisce un personaggio tutto giocato sui silenzi e il controllo rigoroso delle emozioni che riescono a trasparire solo attraverso lo sguardo e i gesti. Una prova sottile quanto potente attraverso la quale il regista mette in scena una società in crisi e sul punto di esplodere (letteralmente).
4. Blue Moon (2025)
L'ultima collaborazione, in ordine di tempo, tra Ethan Hawke e Richard Linklater. L'attore interpreta il paroliere Lorenz Hart durante la serata d'apertura del musical Oklahoma! dell'amico e collaboratore di lunga data Richard Rodgers. Un momento che sintetizza il declino personale e artistico dell'uomo. Quella di Blue Moon è un'interpretazione simile a delle montagne russe emotive. L'interro film, girato tutto all'interno di un locale, ha il sapore dell'opera teatrale. Un ruolo verboso in cui traspare tutta la solitudine di un uomo vittima dell'alcolismo e dell'ossessione per un passato ormai andato.
Impressionante il lavoro fatto da Hawke su voce e postura per avvicinarsi il più possibile al vero Hart, diviso tra momenti di profondo sconforto ed altri di esaltante euforia. Una pellicola elegante, lievemente ironica, commovente e attraversata da una vena di malinconia nei suoi 110 minuti. Una riflessione sulla fama e le sue insidie che rende omaggio a quel sentimento complicato che è l'amicizia. Se hai amato A proposito di Davis (2013), non puoi perderti questo film.
3. Born to Be Blue (2015)
In Born to Be Blue Ethan Hawke scompare per regalarci un'interpretazione di Chet Baker che va oltre l'imitazione. L'attore ha studiato a lungo per imparare a maneggiare la tromba e cantare come il jazzista, cercando di affrancarsi da una prova bidimensionale. Ambientato nel 1966, il film si concentra sul tentativo di ritorno sulle scene del musicista dopo che una brutale aggressione ha messo a rischio la sua carriera. Ideale prosecuzione iniziata da Robert Brudeau con il corto del 2009, The Deaths of Chet Baker, in cui il regista immaginava gli ultimi attimi di vita del jazzista, Born to Be Blue si lascia andare a licenze narrative che hanno fatto storcere il naso a molti ammiratori del musicista.
Ma è innegabile come la prova di Ethan Hawke sia sbalorditiva nella capacità di catturare il tormento e lo struggimento di un uomo dipendente dall'eroina così come dalla musica. Poco più di un'ora e 30 minuti in cui vengono a galla l'amore per Jane Azuka, la rivalità con Miles Davis e Dizzy Gillespie, l'autolesionismo, il rapporto complesso con il padre e quello viscerale con la sua tromba. Meravigliosa la sequenza in cui intona con un filo di voce My Funny Valentine. Da vedere se ti sei emozionato guardando Bird (1988).
2. Boyhood (2014)
Dodici anni. È l'arco di tempo in cui Richard Linklater ha realizzato Boyhood. Un esperimento cinematografico indipendente in cui il regista ha seguito la crescita del suo piccolo protagonista Mason dall'infanzia all'età adulta, osservando i cambiamenti della sua famiglia e del mondo che lo circonda, tra rivoluzioni tecnologiche e cambiamenti politici. Ethan Hawke interpreta il padre del protagonista. Una figura che, come tutti gli altri personaggi, cambia sotto i nostri occhi. Non solo fisicamente, ma anche umanamente.
Ed è questa una delle grandi bellezze del film. Il fatto di mettere in scena uomini e donne imperfetti, che non rappresentano ideali ma individui che ogni giorno falliscono, imparano, migliorano. Una riflessione sul tempo, i ricordi e l'infanzia lunga due ore e 45 minuti. Se hai amato The Fabelmans (2022), non resterai deluso da Boyhood.
1. La trilogia di "Before" (1995-2013)
Similmente a Boyhood, la trilogia di Before – Prima dell'alba (1995), Before Sunset - Prima del tramonto (2004), Prima di mezzanotte (2013) - ha coinvolto Ethan Hawke e Julie Delpy per circa 20 anni. Lo ha fatto attraverso la storia d'amore tra Jesse e Celine iniziata su un treno per Vienna e proseguita tra Parigi e la Grecia. Da ragazzi ad adulti, Richard Linklater li fotografa in momenti precisi delle loro vite, immortalando la loro relazione e la loro evoluzione come individui. Un'opera romantica quanto realista che mostra come i sogni giovanili si scontrino con la complessità dell'età adulta.
Un'esplorazione sincera, emozionante, feroce e complessa dell'amore. La chimica tra Hawke e Delpy, co- sceneggiatori degli ultimi due capitoli insieme a Linklater, è tangibile e i lunghi piani sequenza che accompagnano i dialoghi dei loro personaggi sono intrisi di calore e verismo. Tre pellicole che, tra 80 e 100 minuti, hanno saputo catturare le varie sfaccettature di un sentimento così universale da riuscire ad abbracciare un pubblico ampissimo. Se ti sei emozionato guardando Past Lives (2023), devi recuperare questa trilogia.







































































































