"Doc – Nelle tue mani" stagione 4, Luca Argentero: “Il mio DOC non andrà in pensione con questa stagione”

"Doc – Nelle tue mani" stagione 4, Luca Argentero: “Il mio DOC non andrà in pensione con questa stagione”

Pubblicato il28 settembre 2026

Aggiornato il28 settembre 2026

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Doc è pronto a tornare in corsia. Da giovedì 1º ottobre su Rai 1 e Raiplay arriva la quarta stagione di Doc – Nelle tue mani (2020), con 16 episodi da 50 minuti per otto prime serate, che riporteranno sul piccolo schermo il dottor Andrea Fanti, interpretato da Luca Argentero. Il medico più amato della televisione italiana sarà affiancato da vecchi e nuovi personaggi per una serie che promette di essere avvincente e piena di colpi di scena.

Proprio durante la presentazione è stato lo stesso Argentero a rassicurare il pubblico, preoccupato per le sorti del personaggio a seguito di un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa da Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, in cui aveva affermato che questa serie avrebbe sancito il suo addio al personaggio: “Immaginare Doc 5 senza Doc mi rode nel profondo. Ci deve essere una storia che giustifichi il mio ritorno sul set, proprio come avvenuto con questa quarta stagione in quanto noi l’abbiamo da sempre concepita come una trilogia. Se il materiale è di livello, com’è sempre stato, mi metto al servizio per tornare nei panni di Andrea Fanti”.

Nella quarta stagione “Doc sarà il nemico di sé stesso”

doc argentero

A proposito di idee forti, Argentero ricorda come gli sceneggiatori gli hanno sottoposto l’idea centrale per la quarta stagione: “Nella 4ª il nemico di DOC diventa Doc stesso”. Me l’hanno presentata così. È devastante come affermazione, non si capirà dalle prime puntate, ma andando avanti sì. Com’è possibile? La discrepanza tra la sua visione della medicina e questa nuova realtà con cui è costretto a scontrarsi lo porteranno a fare scelte dettate da una rabbia, da una frustrazione che non gli permettono più di essere al livello che gli compete. Succede sia sul piano personale sia su quello professionale, ed ecco che si trasformerà nel suo peggior nemico. Senza fare troppi spoiler, ci saranno persino dei problemi di salute, insomma accuserà molto la gravità della situazione che gli si presenta”.

Alla fine della terza stagione, Doc aveva scelto di fare un passo indietro, di prendersi una pausa dall’ospedale per poter stare accanto alla sua ex moglie Agnese, affetta da una rara malattia, il mesotelioma. Ora è passato poco più di un anno, rientra nel suo reparto che è stato affidato alla dottoressa Giulia Giordano (Matilde Gioli), che è stata nominata Primario di Medicina Interna del Policlinico Ambrosiano. Ma quello che ha ereditato non è una situazione del tutto rosea: dai conti in rosso da gestire a uno specializzando problematico. Senza dimenticare il nuovo direttore sanitario, Stefano Campigli (Gabriele Falsetta), con cui è costretta a confrontarsi. Una figura che è stata chiamata a fare tutti i tagli necessari per evitare il fallimento dell’Ambrosiano e il conseguente acquisto da parte di una holding privata.

Nella serie si affronteranno i problemi derivati dai tagli alla sanità, rendendola così sempre attuale. È proprio Giulia con il suo nuovo ruolo che si ritrova a dimezzare il personale, a eliminare i letti di degenza per sostituirli con un ambulatorio. Ma soprattutto c’è meno tempo per ascoltare i singoli malati per avere così la possibilità di visitare il maggior numero di pazienti. È una visione inconcepibile per Doc, che diventa protagonista di una battaglia per ripristinare la sua concezione, che contempla più medici, più infermieri e più letti. Non è solo una questione professionale, ma è soprattutto personale perché vuole ripristinare un passato che non esiste più. È una ferita che condivide con Matteo (Alessandro Piavani), il nuovo specializzando che ha sempre sognato di diventare un medico di famiglia come il padre, in cui rivede sé stesso e che per questo mette solo la sua ala. Non gli importa se opporsi a questa linea significherà danneggiare Giulia.

Ma quest’anno c’è proprio un cambio di tono del racconto. Doc 4 prenderà infatti una piega crime. Una serie di morti sospette nei vari reparti dell’ospedale getterà i nostri protagonisti nello sconforto, destando preoccupazione e alimentando sospetti. È opera di un assassino seriale? O potrebbe esserci persino in mezzo una crudele strategia messa in atto dal direttore sanitario, disposto a tutto per tagliare i costi?

Una stagione che ci mostra che “da grandi ruoli derivano grandi responsabilità”

spollon doc

“Ci sono state difficoltà nel ricoprire questo ruolo perché da un lato mi dava prestigio ma dall’altro si porta un carico di responsabilità decisionale, che ti isola, come tutti i capi, le guide, coloro che hanno in mano il potere di decidere per gli altri. Nessuno può aiutarmi, devo decidere io”. È così che Matilde Gioli ha illustrato com’è stato indossare questa nuova veste: “Sono diventata primario, è stata forte un’esperienza forte, dal punto di visto personale, quella di interpretare una donna che diventa Professoressa nel reparto di medicina interna. Dal prestigio derivano però grandi responsabilità. Proprio per il suo ruolo, Giulia si troverà infatti in mezzo a un terremoto, che non può che ricordare questo preciso momento storico in cui viviamo”. L’attrice ha riflettuto, infatti, sul contesto in cui il suo personaggio si trova a lottare nel corso di queste nuove puntate: “Negli ospedali si inizia a fare a meno dell’ascolto e dell’empatia, c’è meno tempo per concentrarsi sui pazienti, quella medicina su cui Doc ha sempre insistito. Giulia deve pensare ai bilanci, ai tagli, a far quadrare i conti. Il suo è un ruolo che la porta inevitabilmente ad attirare su di sé la tensione e l’insoddisfazione degli altri personaggi, soprattutto di Doc. Lei ha sempre in testa le soluzioni più efficaci, ma meno empatiche per non far chiudere il reparto, che tiene in piedi con lo scotch. Il suo cuore la porterebbe ad ascoltare Andrea e la sua visione, da sempre sua guida spirituale. Ma non può farlo”.

Cambio di guardia anche per Pierpaolo Spollon, che interpreta Riccardo Bonvegna: “Ho abbandonato il camice azzurro degli specializzandi e ho preso quello blu dello strutturato. Le dinamiche del mio personaggio cambieranno, anche le responsabilità. Ci saranno dei ragazzi che dipenderanno anche da me, e questo è tutto dire. Dal punto di vista sentimentale, ci sono regole interne negli ospedali: niente storie d’amore tra medici. Sono così dallo spoiler, non aggiungo altro.”

Tante sfide per il personaggio di Damiano Cesconi, sia professionali sia sentimentali. A raccontarlo è lo stesso Marco Rossetti: “Questa serie è scritta molto bene, gli sceneggiatori Francesco e Viola, ma anche i registi ci sottopongono continuamente a sfide. Per questo ogni stagione alza il tiro e quest’anno Damiano si ritroverà sempre alle prese con il suo amore, Giulia, senza dire di più. Ne vedremo delle belle.”

Torna anche Giovanni Scifoni, che anticipa: “Enrico continua ad avere questo ruolo, soprattutto su Doc, di dare grandi pacche sulle spalle per alleggerirlo dai suoi carichi mostruosi. Il mio personaggio non guarda mai ai propri problemi, mai uno sguardo ai propri bisogni e necessità, è totalmente devoluto alle cause altrui. Ma stavolta si dovrà occupare di qualcosa dentro le mura domestiche, questa famiglia acquisita…basta, mi fermo.”

C’è un’assenza, invece, che non ha potuto non fare rumore. Quella di Federico Lentini, specializzando interpretato da Giacomo Giorgio, l’attore di Mare Fuori che aveva fatto il suo ingresso nella terza stagione. Non compare né nelle foto promozionali della nuova serie né il suo nome è presente sul pressbook ufficiale. Così come non lo vedrete nella prima serata. Sulla sua “scomparsa” interviene, però, lo stesso Argentero: “È quello che rende incredibile la serie. Dove ti aspetti una cosa razionale, ci sarà una sorpresa. Scoprirete la verità, vedendo la serie”.

Infine, che dire sulla storia d’amore tra Doc e Giulia? Cosa ci sarà da aspettarsi? “Hanno attraversato tutte le fasi dell’amore, del lavoro assieme, dei rapporti tra medici. Sarebbe difficile cavare ancora del succo da un limone spremuto al limite. Per entrambi si apriranno dei capitoli importanti” – aggiunge il protagonista.

Le new entry della quarta stagione

doc 4

Il cast si arricchisce di nuovi personaggi, da Matteo, il nuovo specializzando che riguarderà la vita privata di Fanti, a Lidia Morganti, dottoressa “a gettone”, interpretata da Cristina Marino. Nella realtà, l’attrice è la moglie di Argentero. “Non è la prima volta che giro con Cristina, che ho conosciuto proprio sul set. Non abbiamo mai avuto, però, due personaggi così tanto vicini, e soprattutto per così tanto tempo. Sono soddisfatto del suo lavoro” – ha raccontato l’attore protagonista, senza negare di essere stato inizialmente scettico sul coinvolgimento di sua moglie nel progetto: “L’intuizione fu di Luca Bernabei, il nostro produttore, che colgo l’occasione di ringraziare in quanto è la prima stagione che facciamo senza la sua supervisione. Mi ricordo ancora la sua telefonata, ma allora non reagii con grande entusiasmo, in quanto mi sembrava una forma di nepotismo. Tutti avrebbero detto “vabbè ce l’hai messa te”. Nulla di più lontano dal vero, su questo set non decido praticamente nulla, al massimo mi permetto di redarguire le persone che non sono eccessivamente concentrate”.

Tolto così il pregiudizio, qual è stato infine il parere dell’interprete del dottor Fanti sul nuovo ingresso? “Lidia Morganti è una figura chiave per questa stagione, non solo per la sua nuova parte crime, ma anche per l’evoluzione emotiva di Doc. I nostri personaggi si avvicineranno ed avere avuto la possibilità di portare il nostro bagaglio personale, della nostra quotidianità, ha finito per arricchire una linea narrativa che avrebbe potuto essere più banale, seppur recitata comunque da una professionista, in quanto privata di un comune vissuto reale. Si è rivelata un’intuizione felice, ma anche rischiosa”.

È come se fosse sempre la prima volta

doc argentero

Argentero ha raccontato di essersi emozionato nel guardare i primi episodi della quarta stagione. Per lui è stata una cosa sorprendente: “Non pensavo potesse essere possibile, a maggior ragione arrivati a una quarta stagione. Mettetevi nei nostri panni, l’abbiamo letta, studiata, girata, abbiamo trascorso mesi e mesi sul set e per forza di cose può risultare difficile emozionarsi come uno spettatore qualsiasi. Invece è successo, trovo sorprendente il potere che questa serie continui ad avere su di me ogni volta”.

L’attore ha sottolineato di essersi “seduto vaccinato” per affrontare la visione: “Nonostante il vaccino, mi suscita ancora delle emozioni. È una serie che tratta degli argomenti delicati, dalla salute agli affetti, dalla malattia alla morte, che ha trovato una formula magica per raccontarli, penetrando così nelle cellule delle persone ed emozionandole.”

"Doc 5"? C’è ancora domani

doc

“Se non ci fosse il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), questo Paese sarebbe peggiore”. È una frase centrale nella quarta stagione di DOC. Ma soprattutto è il grande tema della nuova serie. “Per noi alzare l’asticella è stata sentire la responsabilità di raccontare un sistema come quello sanitario – spiega la sceneggiatrice, Viola Rispoli - Ogni anno per noi è così, nella seconda stagione, ad esempio, abbiamo sentito il dovere di raccontare l’epopea del Covid, che ha fatto parte della nostra vita. Nel momento storico in cui viviamo la situazione del SSN è delicata, è prezioso e molto fragile. Dunque, stavolta abbiamo reputato necessario raccontare le difficoltà del nostro SSN, intercettando così l’attualità e rendendolo un tema più evidente a discapito di altri”.

Ci sarà ancora un domani per la serie? C’è un’idea forte per Doc 5? Sembrerebbe proprio di sì. È Francesco Arlanch, l’altro sceneggiatore con la Rispoli, a rassicurare sul futuro del fortunato medical drama di Rai 1: “Stiamo scrivendo la quinta stagione, siamo fiduciosi che i nostri attori troveranno pane per i loro denti”. Bisogna, però, aggiungere quanto detto dal vero Doc: “Doc potrebbe andare avanti all’infinito, se ne potrebbero realizzare altre 20 stagioni. Io sogno una serie che abbia una fine, ma non sta a me dirlo".