10 film con datori di lavoro che farebbero impallidire Miranda Priestly

10 film con datori di lavoro che farebbero impallidire Miranda Priestly

Andrea Ballerini
Andrea Ballerini

Pubblicato il 01 maggio 2026

Aggiornato il 06 maggio 2026

Ci sono alcune esperienze universali a cui nessuno può sottrarsi. Avere a che fare con un pessimo datore di lavoro è sicuramente un ineluttabile rito di passaggio che può essere deleterio. Pensate per esempio ai capi affetti da mania del controllo che ci svenano con i loro disturbi ossessivi compulsivi. Oppure quelli che sognavano una parte da gerarca in Salò e le 120 giornate di Sodoma (1976) e si sono ritrovati a capo di un ufficio, da disciplinare scrupolosamente con il pugno duro.

Nel mondo del cinema, l’odiata figura del cattivo datore di lavoro è esemplificata dalla redattrice capo di Runway Miranda Priestly. Il ruolo, per il quale Meryl Streep ha definitivamente archiviato il suo breve esperimento con il method acting, ha conquistato il pubblico con un misto di manie di grandezza, perfezionismo e disprezzo. Miranda Priestly è uno di quei capi dalla quale stare alla larga se si ha uno stomaco debole. Tuttavia, la storia del cinema ci ha regalato datori di lavoro ancora più terribili.

01

Quinto potere
La dirigente esecutiva di un colosso della TV americana Diane Christensen, interpretata in maniera sublime da Faye Dunaway, farebbe impallidire anche Miranda Priestley. Il suo carrierismo e arrivismo mostrati in Quinto potere sono un piccolo esempio del tipo di ambiente che si può trovare nei lavori per le grandi aziende. Nessuno vorrebbe Christensen come capo perché il suo interesse unico è il profitto a ogni costo. Con lo sviluppo della trama, capirete a che conseguenze possa portare questa mentalità. Non solo, Quinto potere (1976) è brillante perché mostra un’altra verità che pochi capi riconoscono: sopra di loro c’è sempre un capo più potente che li tratta nello stesso mondo in cui loro trattano voi. Per questo motivo, Christensen deve fare di tutto per raggiungere i suoi obiettivi, senza fermarsi davanti a nulla.
Restiamo ad alta quota parlando di un altro dirigente, il viscido Franklin Hart Jr. nella commedia satirica Dalle 9 alle 5… orario continuato. Il ruolo di Dabney Coleman è tra i più spregevoli nella lista e ricalca a pieno gli ambienti di lavoro di un passato fin troppo vicino. Non che oggi le cose siano rosee, ma anche solo la metà delle nefandezze di cui Hart Jr. si macchia sarebbero abbastanza per una punizione esemplare. La sua condotta misogina e sessista è esplicita e senza rimorso. È brillante il modo in cui si conclude la sua vicenda, colpito da una forza karmica che, con molto ritardo dobbiamo dire, ha deciso di abbattersi su di lui. Lungi da me difendere Miranda, ma almeno la dirigente non varcava certi limiti.

03

Wall Street
Wall Street

Wall Street

1987

La figura di Gordon Gekko è molto simile a quella di Jordan Belfort di The Wolf of Wall Street (2013). Nonostante le loro vicende, una finta e una vera, vogliano essere un monito contro l’avarizia e la ricerca cieca dell’arricchimento a ogni costo, le loro “gesta” vengono tuttora osannate dai nuovi aspiranti Gekko o Belfort. Chi, invece, ha saputo aprire bene gli occhi durante Wall Street, avrà capito come l’immortale parte di Michael Douglas rappresenti un volto marcio e corrotto della società in cui viviamo. Gekko è freddo, calcolatore, narcisista e completamente ossessionato da sé stesso e nessun altro. È vero, alcune di queste caratteristiche appartengono anche a Miranda, con la differenza che Gekko può influenzare la vita di molte più persone con le sue speculazioni in borsa.
Una donna in carriera è il riassunto dell’atmosfera da tagliagole che si respira ai piani alti. La vicenda di Tess ha un lieto fine, ma solamente dopo tribolazioni non da poco. Dopo non essere stata valorizzata, ma solo ridimensionata come un oggetto attrattivo, Tess cambia lavoro ritrovandosi sotto la guida di Katherine Parker. La dirigente impersonata da Sigourney Weaver si discosta da esseri esplicitamente pessimi come Franklin Hart Jr., dimostrandosi quasi peggio. Parker si mostra aperta e positiva verso Tess, complottando nel buio per rubare le sue brillanti idee. Se la meschinità fosse una persona, sarebbe di sicuro Katharine Parker.

05

Codice d'onore
La vita da militare è scandita da una ferrea disciplina, per scongiurare ogni tipo di esitazione sul campo di battaglia. Per imporre un regime così restrittivo e perfezionista, la gerarchia all’interno di un corpo militare è vista come una necessità, oltre che come la naturale forma organizzativa di un’istituzione come l’esercito. Questa struttura piramidale rimane salda grazie alla cieca obbedienza agli ordini impartiti. Nella mente di ogni superiore, qualsiasi trasgressione può, e deve, essere punita. Codice d’onore mostra questa realtà nella maniera più tragica possibile, portando sullo schermo un capo tra i più spietati. Ciò che fa paura del colonnello Nathan R. Jessep non sono solamente le sue decisioni estreme. Ancora più terrificante è la sua presunzione di avere ragione e di essere nel giusto, al netto di quanto dure possano essere le conseguenze.

06

Americani
Americani

Americani

1992

Chiunque fosse interessato a diventare un venditore - il così detto salesman capace di vendere acqua a un pesce - dovrebbe vedere Americani. Il film di James Foley mostra la quotidianità feroce ed estrema di un dipendente la cui unica missione è vendere. Tuttavia, date le difficoltà dell’azienda, i superiori pensano bene di mandare un coach ad aiutare i quattro venditori protagonisti. Direte voi: buona iniziativa per motivare i dipendenti. Peccato che le tecniche motivazionali di Blake siano poco convenzionali e orrende. Insulti, minacce, aut aut. Questa è la via di Blake per migliorare la performance lavorativa. Se doveste mai finire in un ufficio così, fatevi un favore, e licenziatevi.
Blake, Jessep e Gekko utilizzano metodi forti con i loro sottoposti per ottenere ciò che vogliono. Miranda Priestly non è estranea alle maniere forti, anche se il suo autoritarismo arrossisce di fronte a quello degli altri tre. C’è, però, una cosa che possiamo concedere alla direttrice di Runway: per lo meno ci mette la faccia e non si fa scrupolo a essere esplicitamente odiosa. Bill Lumbergh di Impiegati… male!, al contrario, è molto più subdolo e problematico. La sua specialità è impartire ordini in maniera non conflittuale, facendo in modo che la tua risposta possa essere solamente una: sì. Il suo potere soft è meno traumatico, ma altamente efficace e quasi impossibile da contrastare.

08

Tropic Thunder
Tropic Thunder è un film altisonante e iperbolico. È per questo che non c’è da stupirsi se l’antagonista del film ricalca a pieno questo spirito. Interpretato in pochi minuti da un fantastico Tom Cruise, Les Grossman è l’ennesimo dirigente nella lista che pensa solo al denaro. Questa volta, però, la punizione per risultati deludenti al box-office potrebbe essere fatale. O così almeno spera Grossman, dato che sarebbe il beneficiario di una polizza assicurativa a molti zeri. Come per gli altri datori di lavoro squallidi di questa lista, Les Grossman riesce nell’arduo compito di farci rimpiangere Miranda Priestly. E questo, signore e signori, non è cosa da poco.

09

Ricatto d'amore
Ricatto d’amore: un nome, un programma. Pensateci bene. Già siete assistenti di un capo che agisce duramente per portare avanti gli interessi dell’azienda per cui lavora. Questa è Margaret Tate e la quotidianità del suo assistente Andrew. La superiore ha anche la possibilità di cambiare la vostra vita promuovendovi alla posizione che avete sempre sognato. Dunque, sopportarla diventa vitale se si vuole rincorrere il proprio futuro. Il destino, però, ha in mente un piano ancora più perfido. Con la paura di essere deportata, Margaret sfrutta la sua relazione di potere con Andrew per forzarlo a sposarla e impedire che lei venga rispedita in Canada. Anche se Ricatto d’amore è, ovviamente, una rom com leggera, un’ulteriore visione potrebbe trasformarla in uno degli horror più terribili di sempre.

10

The Assistant
The Assistant contiene un datore di lavoro che è la versione non comica di Franklin Hart Jr. di Dalle 9 alle 5… orario continuato (1980). Chiaramente ispirato al caso Weinstein, il film fa luce sui comportamenti predatori di uomini di potere che si sentono intoccabili. Decisamente molto peggio di essere sgridati da Miranda Priestly. Il film di Kitty Green, inoltre, costruisce in maniera sapiente l’immagine del dirigente di una casa di produzione cinematografica. Infatti, l’uomo non appare mai sullo schermo, facendo la sua comparsa solamente attraverso la sua voce. Nonostante ciò, rimane il datore di lavoro più cattivo e orribile dell’intera lista.
The Assistant non è disponibile per lo streaming.
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Informazioni su questa lista

Titoli

10

Costo totale di visione

31,42 €

Durata totale

18h 24min

Generi

Drammatico, Commedia, Giallo

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