
Non solo "Odissea": come il mito è diventato il motore di tutti i film di Christopher Nolan
Nei cinema italiani è arrivato Odissea, l'adattamento del poema di Omero diretto da Christopher Nolan, con Matt Damon nei panni di Ulisse. Per la prima volta nella sua carriera, Nolan si confronta apertamente e dichiaratamente con un mito antico, portando sullo schermo Ciclopi, Sirene e dèi capricciosi con il peso e la credibilità di una produzione IMAX da 250 milioni di dollari, la più costosa della sua filmografia.
Ma chi conosce bene il cinema di Nolan sa che il mito non è una novità nella sua opera: è sempre stato lì, nascosto sotto la superficie di ogni film, a fare da impalcatura invisibile alle sue storie di uomini ossessionati, labirinti mentali mentre il tempo si piega su sé stesso. Dal suo esordio a bassissimo budget fino al trionfo agli Oscar di Oppenheimer (2023), Nolan ha continuamente attinto ai miti greci, biblici e universali, usandoli come struttura profonda su cui costruire i propri racconti. Ripercorriamo tutti i suoi film, in ordine cronologico, alla ricerca del mito che li alimenta.
L'esordio a bassissimo budget di Nolan, dicevamo, girato in bianco e nero nei fine settimana con pochi amici e una manciata di sterline, contiene già in nuce le ossessioni che definiranno tutta la sua opera. Following segue un giovane scrittore che comincia a pedinare gli sconosciuti per le strade di Londra e finisce risucchiato in un mondo di furti, manipolazioni e inganni da cui non riesce più a uscire.
Il mito che alimenta il film è quello del labirinto. Il protagonista entra in un intreccio di eventi che si rivela sempre più complicato, un dedalo di scatole cinesi in cui ogni svolta lo porta più a fondo anziché verso l'uscita, esattamente come Teseo nel labirinto di Cnosso, con la differenza che qui non c'è alcun filo di Arianna a garantire il ritorno. C'è anche un'eco del mito di Pandora, perché la curiosità del protagonista, il suo impulso irrefrenabile ad aprire le vite degli altri come si aprirebbe una scatola proibita, è ciò che scatena tutte le sventure che gli piombano addosso. Un debutto che già annunciava il regista dei labirinti narrativi.
Il film che ha rivelato Nolan al mondo, e uno dei più ingegnosi mai costruiti sul tema della memoria. Memento racconta la storia di Leonard, un uomo incapace di formare nuovi ricordi dopo un trauma, che dà la caccia all'assassino della moglie affidandosi a foto istantanee, appunti e tatuaggi sul proprio corpo. La narrazione procede a ritroso, costringendo lo spettatore a vivere lo stesso disorientamento del protagonista.
Il mito di riferimento qui è quello di Sisifo, l'uomo condannato dagli dèi a spingere eternamente un masso in cima a una montagna, per vederlo ogni volta rotolare di nuovo a valle. Leonard è un Sisifo della memoria: ogni giorno ricomincia da capo la stessa caccia, senza poter mai conservare i progressi fatti, intrappolato in un ciclo di sforzo e oblio che non si conclude mai. A questo si aggiungono il labirinto, di nuovo, questa volta interiore, e l'ombra di Edipo, perché come il re di Tebe che indaga su un delitto scoprendo alla fine di esserne lui stesso il colpevole, anche Leonard insegue una verità che lo riguarda molto più da vicino di quanto sia disposto ad ammettere.
Il primo film di Nolan realizzato all'interno degli Studios, un thriller psicologico ambientato in Alaska dove il sole non tramonta mai. Al Pacino interpreta un detective di Los Angeles inviato a indagare su un omicidio in una cittadina sperduta, dove l'insonnia provocata dalla luce perenne e il senso di colpa per un errore fatale lo trascinano in una spirale di deterioramento morale e fisico.
Ancora una volta è il mito di Edipo a fare da motore profondo: un investigatore che cerca la verità su un crimine mentre affonda sempre più nella propria colpa, fino a scoprire che l'indagine più difficile è quella su sé stesso. La luce che non si spegne mai, che priva il protagonista del sonno e lo consuma lentamente, funziona come una punizione divina, il tipo di castigo che gli dèi greci infliggevano ai mortali che avevano oltrepassato un limite. Insomnia è il film in cui Nolan comincia a trasformare la colpa in una condizione quasi mitologica, un peso che schiaccia l'uomo come una maledizione antica.
Il film che ha reinventato il supereroe al cinema e ha dato il via alla trilogia del Cavaliere Oscuro. Batman Begins racconta la nascita di Bruce Wayne come vigilante, il suo viaggio attraverso la paura, l'addestramento con la Setta delle Ombre e il ritorno a Gotham per combattere il crimine che ha ucciso i suoi genitori.
Il cuore mitologico del film è la paura, incarnata dallo Spaventapasseri e dalla sua tossina: Phobos e Deimos, nella mitologia greca, erano le divinità gemelle del terrore e dello sgomento, figli di Ares, con Bruce Wayne che deve affrontare e dominare esattamente ciò che loro rappresentano, prima di poterlo usare come arma contro i criminali. C'è anche una discesa agli inferi in stile Orfeo, con Bruce che scende nel mondo criminale e nel proprio dolore per poterne riemergere trasformato, e la figura di Ra's al Ghul come mentore dal doppio volto, un Giano bifronte che si presenta come guida e, allo stesso tempo, distruttore dell'hybris di Gotham.
Uno dei film più sottovalutati di Nolan, e uno dei più ricchi di riferimenti mitici. The Prestige racconta la rivalità ossessiva tra due illusionisti nella Londra vittoriana, disposti a tutto pur di superarsi a vicenda, in un'escalation che li porta alla distruzione reciproca e di sé stessi.
Il mito dominante è quello di Prometeo, il titano che rubò il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini e ne pagò un prezzo eterno: nel film, l'invenzione dell'elettricità di Nikola Tesla è il "fuoco divino" che uno dei due maghi ruba per il proprio spettacolo, con conseguenze mostruose. Ma il film pullula di altri miti: i gemelli, con l'eco di Castore e Polluce e il sacrificio di uno per l'altro; la rivalità fratricida di Caino e Abele, trasposta nella competizione tra i due prestigiatori; e Narciso, perché entrambi i protagonisti sono innamorati del proprio riflesso, della propria arte, fino a perdersi in essa.
Il capolavoro della trilogia dell'Uomo Pipistrello realizzata da Nolan, uno dei migliori film di supereroi mai realizzati. Il Cavaliere Oscuro mette Batman di fronte al Joker, un agente del caos puro che non vuole denaro né potere, ma solo dimostrare che chiunque, messo alla prova, può cadere nella follia e nell'anarchia.
Il film è costruito su un'opposizione mitologica fondamentale: quella tra Apollo e Dioniso, i due volti dell'animo umano secondo la filosofia greca. Batman è Apollo, l'ordine, la razionalità, la legge; il Joker è Dioniso, il caos, la minaccia del primordiale, l'oscurità intesa come la distruzione (o il superamento) di ogni regola. Harvey Dent, che si trasforma da procuratore integerrimo in Due Facce, è invece l'incarnazione di Giano, il dio bifronte dalle due facce opposte. E c'è la figura del pharmakos, il capro espiatorio della tragedia greca: alla fine Batman sceglie di caricarsi delle colpe di Dent per preservare la speranza della città, diventando il mostro che Gotham può odiare per salvare ciò in cui crede.
Il film che ha reso "labirinto" quasi un sinonimo del cinema di Nolan. Inception segue una squadra di ladri specializzati nell'entrare nei sogni altrui per rubare segreti, incaricati stavolta di compiere l'operazione inversa: impiantare un'idea nella mente di un uomo, scendendo attraverso più livelli di sogno sempre più profondi.
Il labirinto è qui esplicito e dichiarato: i personaggi costruiscono letteralmente i sogni come dedali architettonici, e uno di loro si chiama Arianna, come la principessa cretese che diede a Teseo il filo per orientarsi nel labirinto del Minotauro. Ma il mito più profondo del film è quello di Orfeo ed Euridice. Cobb, il protagonista, scende negli inferi del proprio subconscio per ritrovare la moglie morta Mal, e come Orfeo scopre che non può riportarla indietro, che trattenersi nel regno dei morti per amore significa perdere sé stesso. La discesa nei sogni è una discesa negli inferi, e il rischio è non tornarne mai più.
La conclusione della trilogia del Cavaliere Oscuro. Un Bruce Wayne invecchiato e ritirato deve tornare in azione quando Bane, un mercenario spietato, minaccia di distruggere Gotham, spezzandogli prima la schiena e gettandolo in una prigione sotterranea da cui dovrà risalire.
Il mito centrale è quello della fenice: Bruce Wayne viene ridotto a niente, spezzato nel corpo e nello spirito, gettato in un pozzo profondo, e da lì deve rinascere, risalire, tornare a volare dalle proprie ceneri. La prigione a forma di pozzo da cui deve arrampicarsi verso la luce è una delle immagini mitologiche più potenti del film. C'è anche l'eco di Anteo, il gigante della mitologia greca che traeva forza dal contatto con la terra e che Eracle sconfisse sollevandolo in aria: Bane, come Anteo, sembra invincibile finché domina il sottosuolo di Gotham, e la sua caduta arriva quando viene strappato dal suo elemento.
Il film più emotivo di Nolan, un'epopea spaziale sul viaggio di un gruppo di astronauti alla ricerca di un nuovo pianeta abitabile per salvare l'umanità dall'estinzione, e sull'amore tra un padre e una figlia che resiste allo spazio e al tempo.
In Interstellar il mito è quello dell'Odissea, ancora prima che Nolan la adattasse davvero: Cooper è un Odisseo spaziale che lascia la propria casa e la propria figlia per un lungo e pericoloso viaggio, attraversando prove impossibili con il solo desiderio di tornare da chi ama. Il tema del nostos, il ritorno a casa che è il cuore del poema omerico, batte in ogni fotogramma del film. A questo si intreccia il mito biblico dell'Esodo: la missione di trovare una nuova terra promessa per un popolo in fuga da un mondo morente, con Cooper nei panni di un Mosè costretto a guidare l'umanità verso una salvezza che forse lui stesso non vedrà.
Il film di guerra più teso e sperimentale di Nolan, il racconto dell'evacuazione delle truppe britanniche e alleate dalla spiaggia di Dunkerque nel 1940, narrato attraverso tre linee temporali intrecciate (la terra, il mare, il cielo) che convergono verso lo stesso momento.
Anche in un film apparentemente privo di mitologia esplicita, il mito è presente ed è ancora una volta quello del nostos, il ritorno a casa. Tutta la vicenda di Dunkirk è un'enorme, disperata Odissea collettiva: centinaia di migliaia di uomini che vogliono soltanto attraversare un braccio di mare e tornare a casa, ostacolati da un nemico invisibile e da un destino che sembra volerli inghiottire. La casa, l'Inghilterra, è così vicina da essere visibile all'orizzonte eppure irraggiungibile, esattamente come Itaca per Ulisse. Nolan trasforma un episodio storico in un mito universale sulla sopravvivenza e sul desiderio di tornare.










































