
La star di “Stranger Things” Natalia Dyer è la protagonista di questo film indie che puoi guardare gratis
Ora che Stranger Things (2016) si è concluso e Nancy Wheeler ha detto addio a Hawkins, Natalia Dyer ha un problema invidiabile e complicato: dimostrare di essere qualcosa di più della ragazza col fucile a pompa del Sottosopra. La risposta, per ora, arriva da Chestnut, un piccolo film indipendente scritto e diretto da Jac Cron al suo esordio, uscito nei cinema americani nel giugno 2024 e disponibile gratuitamente su Plex per chiunque voglia scoprire cosa sa fare Dyer quando le togli il giubbotto di pelle di Nancy e la metti in un bar di Philadelphia con una birra in mano e nessuna idea di cosa fare della propria vita.
Di cosa parla “Chestnut”
Annie James (Dyer) si è appena laureata in finanza e ha un lavoro che la aspetta a Los Angeles a settembre. Dovrebbe fare le valigie, salutare Philadelphia, cominciare la vita adulta. Invece trascina le giornate senza urgenza, beve da sola in un bar nella storica Chestnut Street, e una sera incontra Tyler (Rachel Keller, la Sydney di Legion) e Danny (Danny Ramirez, il nuovo Falcon del Marvel Cinematic Universe), una coppia di camerieri che la attirano nella loro orbita con un'ambiguità che Annie non sa bene come gestire. Quello che comincia come un'amicizia notturna fatta di drink e sguardi si trasforma in un triangolo sentimentale in cui Annie esplora per la prima volta il desiderio per una donna, la tensione per un uomo, e il terrore di scegliere qualunque cosa quando la vita vera sta per cominciare.
Il film dura ottanta minuti, non ha un plot nel senso tradizionale del termine, e non cerca di risolvere niente. È costruito su serate in bar rumorosi, passeggiate per le strade vuote di Philly all'alba, conversazioni che iniziano e non finiscono, e momenti di intimità filmati con una vicinanza che ricorda il primo cinema di Céline Sciamma. Jac Cron gira con luce naturale e una colonna sonora indie che fa da contrappunto ai silenzi, e il risultato è un film che somiglia a un ricordo di un'estate che non sai se è stata felice o triste, probabilmente entrambe le cose.
Natalia Dyer oltre Nancy Wheeler
La cosa più interessante di Chestnut è quanto Dyer sia diversa da quello che il pubblico si aspetta. Nancy Wheeler in Stranger Things è determinata, combattiva, sempre in movimento. Annie in Chestnut è il contrario: passiva, indecisa, incapace di prendere una direzione, e Dyer la costruisce lavorando per sottrazione, con sguardi, esitazioni. La critica si è divisa (IndieWire ha parlato di una performance che "cattura una donna al bivio con autenticità", mentre altri hanno trovato la passività del personaggio frustrante), ma quello che è chiaro è che Dyer sta cercando deliberatamente ruoli lontani dal genere e dall'azione, seguendo un percorso simile a quello di altre attrici cresciute in franchise per ragazzi che hanno scelto il cinema indipendente per ridefinirsi.
Rachel Keller porta una presenza magnetica nel ruolo di Tyler, la donna con cui Annie scopre un'attrazione che non sapeva di avere, e Danny Ramirez completa il triangolo complicando la scelta di Annie, ma senza mai trasformare il film in un melodramma. Il rapporto tra i tre personaggi è il cuore del film, e Cron lo gestisce con una sensibilità che evita sia il voyeurismo sia la didattica.
Perché vale la pena vederlo
Chestnut non è un capolavoro, e non cerca di esserlo. È un'opera prima di ottanta minuti con un budget minimo, ambientata in tre o quattro location, con tre attori e una storia che non va da nessuna parte nel senso migliore del termine. Ma ha due cose che lo rendono una visione degna di attenzione: la performance di Natalia Dyer, che dimostra di poter esistere sullo schermo senza mostri e senza armi, e un modo di filmare le notti estive della giovinezza che è raro nel cinema americano contemporaneo, abituato a trasformare ogni coming-of-age in un dramma a forti tinte o in una commedia con la lezione morale.
Le recensioni sono state alterne: su RogerEbert.com il film è descritto come "uno sguardo lirico sulla vita di una giovane donna sul precipizio di un futuro incerto", mentre The Film Stage lo ha trovato carente di ritmo e di profondità. La verità probabilmente sta nel mezzo, e il fatto che sia disponibile gratuitamente su Plex elimina qualunque rischio: ottanta minuti, una sera d'estate, e la curiosità di vedere Natalia Dyer come non l'avete mai vista.
Se ti è piaciuto “Chestnut”, guarda anche...
Chi ha apprezzato il tono e l'atmosfera di Chestnut può proseguire con altri titoli che lavorano sullo stesso territorio emotivo:
Aftersun di Charlotte Wells (2022) è il film che più somiglia a Chestnut per il modo di costruire i ricordi estivi come qualcosa di sfuggente e doloroso, con Paul Mescal in una delle migliori performance degli ultimi anni.
Ritratto della giovane in fiamme di Céline Sciamma (2019) condivide con Chestnut l'esplorazione del desiderio femminile in un contesto di libertà temporanea, con una regia che lavora sugli sguardi e sui silenzi più che sui dialoghi.
Frances Ha di Noah Baumbach (2012) racconta un'altra giovane donna senza direzione a New York, con Greta Gerwig che costruisce un personaggio la cui incapacità di prendere decisioni è contemporaneamente la sua più grande debolezza e il suo fascino.
Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino (2017) è il riferimento inevitabile per qualunque storia d'amore estiva con una componente queer, e chi ha amato il modo in cui Chestnut filma Philadelphia d'estate troverà nella campagna lombarda di Guadagnino un'esperienza emotiva simile.
Curiosi di vedere nuovamente all'opera Natalia Dyer? Noi ne siamo entusiasti!








