
Tutti i film di Carlo Verdone in ordine d'uscita
Da oltre quarant'anni Carlo Verdone è uno dei volti più amati della commedia italiana, l'erede di Alberto Sordi capace di trasformare l'italiano medio, con le sue nevrosi e le sue meschinità, in una galleria di maschere indimenticabili. Dai coatti e gli hippie del suo esordio fino ai borghesi ipocondriaci degli anni maturi, ha raccontato il Paese meglio di tanti studi sociologici, mescolando la risata di pancia a una malinconia sempre più profonda. Con l'arrivo di Scuola di seduzione, il suo ventiduesimo film da regista uscito nel 2026, la sua filmografia continua ad allungarsi.
Prima di scorrere l'elenco completo di tutti i film che ha diretto e interpretato, in ordine d'uscita, ci fermiamo sui 10 migliori, quelli che la critica e il pubblico indicano come i suoi vertici. Li presentiamo anch'essi in ordine cronologico, per seguire l'evoluzione di un autore che è cambiato molto pur restando sempre fedele a sé stesso. Una precisazione: parliamo solo dei film diretti da Verdone, non di quelli in cui ha soltanto recitato per altri registi, come La grande bellezza (2013) di Sorrentino.
Un sacco bello (1980)
Tutto comincia qui, sotto l'ala protettrice di Sergio Leone, che produsse l'esordio del giovane attore romano. Un sacco bello porta sullo schermo i personaggi che Verdone aveva rodato a teatro e in televisione, e lo fa con una struttura a episodi che intreccia tre storie nel giorno di ferragosto: il coatto Enzo, l'hippie Ruggero e l'imbranato Leo, tutti interpretati da lui. È un film che alterna il puro cabaret a lampi di poesia urbana, e ancora oggi sorprende per la capacità di osservare il quotidiano e trasformarlo in maschera universale. Un sacco bello non è diventato un cult per caso: è l'atto di nascita di un intero mondo comico, e resta uno degli esordi più folgoranti del cinema italiano.
Bianco, rosso e Verdone (1981)
Un anno dopo, Verdone raddoppia con quello che molti considerano persino superiore all'esordio. Bianco, rosso e Verdone segue tre italiani in viaggio verso i seggi elettorali: Furio, marito logorroico e pignolo fino all'esasperazione, Mimmo, bamboccione ingenuo accompagnato dalla nonna, e Pasquale, emigrante silenzioso che torna a Matera dalla Germania. Qui affiora per la prima volta con forza la vena malinconica del regista, soprattutto nella struggente parabola di Mimmo e della nonna, interpretata da un'immensa "sora" Lella, al secolo Elena Fabrizi, una delle "scoperte" più celebri del cinema verdoniano insieme a Mario Brega, già visto nel film precedente. Sotto la scorza della commedia, Bianco, rosso e Verdone è un ritratto amaro dell'Italia, e contiene alcune delle maschere più celebri di tutta la sua carriera.
Borotalco (1982)
Per molti è il suo capolavoro assoluto. In Borotalco Verdone abbandona per la prima volta la formula a episodi e interpreta un solo personaggio, Sergio, un venditore di enciclopedie musicali che si finge amico di un cantante famoso per conquistare la fascinosa Nadia. Accanto a lui una favolosa Eleonora Giorgi e una colonna sonora di Lucio Dalla con gli Stadio ad arricchire un titolo già perfetto. Borotalco è una commedia agrodolce sull'Italia degli anni Ottanta che sta diventando yuppie e superficiale, ma è anche una favola tenerissima sul desiderio di essere qualcun altro. Ironia, ritmo e un finale geniale ne fanno un vertice non solo di Verdone, ma della commedia italiana tutta.
Compagni di scuola (1988)
Con Compagni di scuola, Verdone firma la sua opera più ambiziosa e per molti la più compiuta. Una rimpatriata tra ex studenti liceali diventa il pretesto per una commedia corale feroce, in cui il regista dirige diciotto attori co-protagonisti, una sorta di Il grande freddo all'italiana. Sotto le risate cova il veleno: rancori mai sopiti, fallimenti, ipocrisie e maschere sociali che cadono una a una nel corso di una sola serata. È il film in cui la componente amara del suo cinema prende definitivamente il sopravvento sulla comicità pura. Compagni di scuola è un ritratto spietato di una generazione che ha tradito i propri sogni, e resta uno dei suoi lavori più coraggiosi.
Maledetto il giorno che t'ho incontrato (1992)
Qui il Verdone malinconico raggiunge la sua forma più alta. Maledetto il giorno che t'ho incontrato racconta la storia d'amore nevrotica tra Bernardo, un giornalista musicale ipocondriaco, e Camilla, interpretata da una Margherita Buy in stato di grazia, entrambi in analisi e pieni di fragilità. Sullo sfondo, la musica di Jimi Hendrix e un viaggio fino in Inghilterra. È una commedia che parla di ansie, terapie e insicurezze con una tenerezza e un'intelligenza rare, e che segna uno dei momenti in cui l'ipocondria verdoniana diventa vera materia poetica. Proprio per Maledetto il giorno che t'ho incontrato Verdone vinse il David di Donatello come miglior regista, e il film è amato dai fan per il suo equilibrio perfetto tra il ridicolo e il commovente.
Al lupo al lupo (1992)
Uscito lo stesso anno, Al lupo al lupo mostra il lato più serio e riflessivo del regista. Tre fratelli, interpretati da Verdone, Francesca Neri e Sergio Rubini, si mettono in viaggio alla ricerca del padre scomparso, e il tragitto diventa l'occasione per fare i conti con le proprie divergenze e con un'eredità affettiva complicata. È uno dei film in cui la comicità lascia più spazio al dramma familiare, con un tono intimo e dolente. Al lupo al lupo vinse il Nastro d'argento per il miglior soggetto, e resta la prova che Verdone sapeva spingersi ben oltre la semplice commedia.
Perdiamoci di vista (1994)
In Perdiamoci di vista Verdone è Gepy Fuxas, un conduttore televisivo arrogante e cinico che perde il lavoro dopo aver trattato con superficialità, in diretta, una ragazza su sedia a rotelle di nome Arianna. Sarà proprio lei, interpretata da una giovanissima Asia Argento al suo primo ruolo importante, a scardinargli le certezze e la vanità in una storia d'amore fatta di caratteri opposti. Una commedia sentimentale dal retrogusto amaro, che affronta temi delicati senza retorica. La prova di Asia Argento in Perdiamoci di vista le valse il David di Donatello come miglior attrice, e resta uno dei film in cui Verdone ha saputo far crescere i propri personaggi, portandoli dall'egoismo di partenza a una vera trasformazione interiore.
Viaggi di nozze (1995)
Se c'è un film di Verdone da cui proviene la maggior parte delle sue battute entrate nel linguaggio comune, è proprio questo. Viaggi di nozze torna alla struttura a episodi e mette in scena tre coppie in luna di miele: i coatti Ivano e Jessica, il maniaco dell'igiene e dell'ordine Raniero con la mite moglie Fosca, e i timidissimi Giovannino e Valeriana, incapaci di lasciarsi andare. Ma sono soprattutto Ivano e Jessica a essere entrati nella leggenda, con il loro romanesco sguaiato e quel "'o famo strano?" ancora oggi tormentone nazionale. Accanto a loro, la maschera di Raniero eredita la vena ossessiva del Furio di Bianco, rosso e Verdone. Viaggi di nozze è forse il film più citato e riguardato di Verdone, una summa della sua comicità più pura e travolgente.
Sono pazzo di Iris Blond (1996)
Uno dei suoi film più sottovalutati, e più amati da chi lo conosce bene. Sono pazzo di Iris Blond racconta di Romeo, un musicista fallito che suona nei piano bar di Bruxelles, la cui vita cambia quando incontra la giovane e talentuosa Iris, interpretata da una folgorante Claudia Gerini. Uscito subito dopo il grande successo di Viaggi di nozze, spiazzò il pubblico che si aspettava un'altra commedia e trovò invece una storia malinconica sull'amore, sull'ambizione e sulla solitudine degli emigranti all'estero. Sono pazzo di Iris Blond è invecchiato benissimo, e oggi viene giustamente rivalutato come uno dei lavori più personali del regista.
Il mio miglior nemico (2006)
Con Il mio miglior nemico Verdone ha firmato il suo maggior incasso di sempre al cinema italiano, circa venti milioni di euro. Interpreta Achille De Bellis, ricco e navigato manager di una catena alberghiera, la cui vita comoda viene messa sottosopra da Orfeo, il figlio di una cameriera che ha licenziato ingiustamente per un furto, interpretato da un giovane Silvio Muccino. Il ragazzo lo perseguita, lo ricatta con foto compromettenti e finisce persino per innamorarsi di sua figlia, diventando insieme il suo tormento e il suo specchio. È una commedia sul divario tra due età e due classi sociali che non riescono a capirsi, con il consueto fondo agrodolce. Dopo un periodo di appannamento, Il mio miglior nemico segnò il ritorno di Verdone al grande successo di pubblico.
Tutti i film di Carlo Verdone in ordine d'uscita
Ed ecco, come promesso, la filmografia completa di tutti i film diretti e interpretati da Carlo Verdone, in ordine cronologico dal primo all'ultimo:



































