
"Bridgerton": la quinta stagione promette l'amore saffico che in molti stavano aspettando
Fin dal suo esordio, Bridgerton (2020) aveva già messo in chiaro le cose. A dispetto di show simili dal sapore storico, la serie prodotta da Shondaland ha deciso di affrontare l’età della Reggenza inglese con un occhio moderno. Il “revisionismo storico” della serie è stata una delle armi fondamentali che hanno sancito il suo successo a livello globale, diventando ben presto uno degli appuntamenti seriali più acclamati su Netflix.
L’arrivo della stagione 5 promette di alzare l’asticella ancora una volta, proponendo l’amore saffico tra Francesca Bridgerton (Hannah Dodd) e Michaela Stirling (Masali Baduza). Non è la prima volta che il piccolo e grande schermo cercano di mettere in risalto l’unione romantica tra due donne. Basti pensare a titoli famosi come La vita di Adele: Capitoli 1 & 2 (2013), Ritratto della giovane in fiamme (2019) e The L Word (2004).
Tuttavia, ciò che rende questa stagione differente dai titoli citati è la formula a lieto fine dello show di Chris Van Dusen. In questa occasione senza precedenti, avremo la possibilità di assistere a una storia d’amore saffica che non finisce in tragedia o che non sfocia del tutto nel dramma.
L’amore saffico a lieto fine: una rarità quasi mai vista
È innegabile come il cinema e la televisione mainstream abbiano cercato, negli ultimi anni, di inglobare una visione del mondo che tenesse conto delle diversità che lo animano. Anche se i più scettici hanno fatto notare come questa scelta sia stata dettata dall’interesse economico piuttosto che da un genuino spirito di progresso, questo processo ha comunque dato la possibilità allo spettatore di aprire la mente e di lasciarsi trasportare da storie d’amore che non si adeguano ai canoni stantii di un tempo.
Nonostante ciò, come già accennato nell’introduzione, questi titoli non si sono quasi mai soffermati su una conclusione a lieto fine. Al contrario, molte delle storie d’amore tra persone dello stesso sesso sono state esposte con un tasso elevato di dramma e tragedia. Ovviamente, molti di questi titoli hanno cercato di portare sullo schermo il mondo, tuttora, ostile in cui queste unioni si sviluppano. Sarebbe stato impensabile tralasciare il lato sociale e chiudere gli occhi davanti alla realtà.
Allo stesso tempo, però, la necessità di vedere trasposizioni di storie d’amore saffiche, che non terminino in tragedia, è stato e rimane un tassello mancante del puzzle. Almeno fino all’annuncio della stagione 5 di Bridgerton (2020) e del focus sull’unione romantica tra Francesca e Michaela.
“Bridgerton” è sempre stata una serie in prima linea quando si tratta di progresso
Tra l’omofobia di un tempo e la cocciutaggine nel mostrare solamente storie drammatiche, la rappresentazione di un amore saffico sullo schermo ha sempre oscillato tra il negazionismo di questa esperienza e la visione univoca della sofferenza causata da un mondo non proprio ospitale. Per questi motivi, non poteva che essere Bridgerton (2020) il faro guida per un cambiamento radicale di questo tipo di rappresentazione. La serie aveva già distrutto molti taboo buttando nella spazzatura quell’elemento chiamato verosimiglianza storica.
Nella serie prodotta da Shonda Rhimes, l’Inghilterra altamente razzista del XIX secolo sembra solo un brutto ricordo. Tutta la società, a partire dalla rigida aristocrazia e dalla tradizionalista famiglia reale, è completamente rivoltata su sé stessa. A partire dalla regnante Charlotte, una donna di colore che spezza la segregazione del tempo. Lo stesso si potrebbe dire per i vari personaggi che animano le stagioni, anche loro caratterizzati da un alto tasso di diversità. Ed è proprio questa la potenza dirompente della serie, utilizzare uno strumento “sacro” come la vicenda in costume per alterare il corso della storia.
La stagione 5 si preannuncia come doppiamente rivoluzionaria. Oltre a spingere sull'acceleratore del revisionismo storico, Bridgerton (2020) cercherà di cambiare lo sguardo con cui lo spettatore assiste al romanticismo saffico, andando oltre i cliché che l’hanno caratterizzato fino a questo momento.











