Perché la nuova serie TV di Brandon Sanderson non ci deluderà come ha fatto “Game of Thrones”

Perché la nuova serie TV di Brandon Sanderson non ci deluderà come ha fatto “Game of Thrones”

Manuela Santacatterina
Manuela Santacatterina

Pubblicato il 25 febbraio 2026

Aggiornato il 26 febbraio 2026

Maggio 2019. Il mese in cui ci svegliavamo a orari improbabili per vedere settimanalmente le puntate dell'ultima stagione de Il trono di spade (2011 -2019) in contemporanea con gli Stati Uniti. Lo stesso in cui, dall'estero, arrivavano le immagini di visioni collettive nei pub inglesi o nei bar americani con il pubblico/clientela che condivideva le stesse emozioni. 

Ne è un esempio il colpo di scena in cui Arya Stark, stretta nella morsa del Re della Notte, rovescia la situazione e pronuncia l'indimenticabile: “Not today”.

Ma quello è stato anche il mese della petizione dei fan per riscrivere l'ultima stagione della serie tratta da Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin. Una domanda firmata da quasi due milioni di persone insoddisfatte del risultato e dei cambiamenti apportati dalla sceneggiatura firmata da David Benioff, D.B. Weiss, Bryan Cogman e Dave Hill. Qualcosa che non dovrebbe accadere con l'opera di Brandon Sanderson, lo scrittore fantasy che ha da poco firmato un accordo con Apple TV+ per dare vita ai libri del suo Cosmoverso.

Brandon Sanderson è fortemente coinvolto nella sua serie per Apple TV+

Classe 1975, Sanderson è forse l'autore fantasy più prolifico in circolazione con all'attivo oltre 70 libri racchiusi in 20 anni di attività. Sul suo sito pubblica barre di avanzamento dei suoi libri per tenere costantemente aggiornati i lettori ed è spesso stato definito il Tolkien moderno. Molto strano quindi che, finora, nessuna piattaforma o Studios sia riuscito a strappargli un accordo per portare sul grande o piccolo schermo una delle sue opere. Ci ha pensato Apple TV+, però, a invertire la rotta.

Il colosso streaming di proprietà della multinazionale di Cupertino deve esserci riuscito con una mossa intelligente e lungimirante. Stando a quanto trapelato, Sanderson avrà il controllo creativo diretto come sceneggiatore, produttore e consulente, con l'approvazione finale sugli adattamenti. Un controllo senza precedenti che potrebbe dare il via al prossimo grande franchise fantasy per tutti gli appassionati del genere.

I titoli che dovrebbero aprire le danze sono due. Il primo è Mistborn, ciclo di romanzi high fantasy ambientati nel fittizio e oppresso mondo di Scadrial dove nebbie misteriose appaiono di notte e dal cielo cade cenere ininterrottamente. È lì che, tra intrighi politici e un sistema di magia basato sui metalli, si scatena una rivoluzione contro un impero dispotico che vede protagonisti una giovane ladra e il suo mentore. Stando alle prime informazioni condivise si tratterebbe di trasposizioni cinematografiche. Mentre sul versante seriale, Apple TV+ ha messo gli occhi su The Stormlight Archive – conosciuto in Italia come Le cronache della Folgoluce -, chiamando Blue Marble a rivestire il ruolo di produttrice esecutiva.

Una serie di romanzi molto complessa e densa che Sanderson ha immaginato composta da 10 volumi divisi in due cicli distaccati da un lungo intervallo di tempo. Ambientata su Roshar, gigantesca Pangea circondata da alcune isole e flagellata da tempeste magiche, la trama mette al centro la lotta dei cavalieri radiosi contro il ritorno di un antico male rappresentato dai Nichiliferi. Materiale, dunque, vasto e intricato che, se lasciato nelle mani sbagliate, potrebbe tradursi in un fiasco totale. Ecco perché la determinazione di Sanderson a non lasciare che altri abbiano il controllo sul suo lavoro e l'accortezza di Apple TV+ a permettere all'autore di avere l'ultima parola dimostrano che dagli errori (altrui) si impara.

Sebbene George R. R. Martin abbia lavorato con gli showrunner de Il trono di spade, non ha avuto il controllo creativo imposto dallo scrittore del Nebraska. Per questo in più di un'occasione si è trovato in disaccordo con le scelte fatte. Fino alla quinta stagione, Martin era solito scrivere un episodio a stagione della serie HBO per poi uscire definitivamente di scena e lasciare tutto in mano di David Benioff e D.B. Weiss. 

In più di un'occasione si è ritrovato a criticare le scelte apportate, dalla decisione di fermarsi all'ottava stagione che non ha permesso di adattare correttamente i suoi libri all'eliminazione di personaggi o modifiche che, a sua detta, non hanno fatto altro che peggiorare il racconto. Un'eventualità che Brandon Sanderson dovrebbe aver scongiurato. O, nel caso in cui il passaggio dalla carta allo schermo, non fosse all'altezza, la responsabilità sarà soltanto sua.

Apple TV+ è la casa perfetta per l'universo Cosmoverso di Brandon Sanderson

Prima piattaforma a vincere l'Oscar nel 2022 con Coda – I segni del cuore, Apple TV+ si è distinta fin dalla sua nascita per la raffinatezza dei suoi contenuti. Che si tratti di commedia, dramma, animazione o thriller, non c'è mai uno show o un film che non lasci il segno. Nonostante la possibilità per ogni spettatore di trovare un titolo ideale per i propri gusti, rispetto agli altri colossi streaming, quello di Apple TV+ è un approccio meno votato alla quantità rispetto alla qualità. Le “rivali” Netflix e Prime Video, ad esempio, hanno una linea ben diversa. Basta scorrere i rispettivi cataloghi delle produzioni originali per rendersene conto.

Accanto a film o serie TV di pregio, convivono altrettante produzioni pensate per la massa, meno attente alla scrittura e alla messa in scena e più votate al “consumo” veloce. Se, al contrario, si guarda a ciò che in questi anni ci hanno offerto gli Apple Studios, la differenza è notevole. Da Scissione (2022) a Slow Horses (2022) passando per Ted Lasso (2020) e The Morning Show (2019), Platonic (2023) o Killers of the Flower Moon (2023), il focus è sempre stata rivolto a raggiungere un livello produttivo di un certo spessore. Gli ultimi due esempi, in ordine di tempo, che potremmo fare sono The Studio (2025) e Pluribus (2025).

Da un lato la commedia meta cinematografica di Seth Rogen che bacchetta Hollywood mentre gli dichiara amore incondizionato a suon di piani sequenza, autoironia e guest star incredibili, dall'altro la dramedy sci-fi post-apocalittica di Vince Gilligan con protagonista Rhea Seehorn alle prese con un virus che ha reso l'umanità un'unica mente collettiva pacifica, felice e priva di conflitti. Due titoli molto distanti per genere e tono che, però, rendono bene l'idea sia della qualità produttiva che dell'audacia narrativa degli Apple Studios. Non è un caso, quindi, che dalla sua fondazione ad oggi siano riusciti ad ottenere svariate nomination e riconoscimenti nel corso dell'award season.

Oltre alla libertà creativa alla base dell'accordo siglato da Brandon Sanderson c'è anche la consapevolezza che l'approccio della piattaforma, così attento al pregio della scrittura e della messa in scena, possa essere la casa giusta in cui sviluppare gli adattamenti delle sue opere. Questo non solo amplierebbe il bacino di utenti del colosso streaming – l'autore ha venduto oltre 50 milioni di libri nel mondo -, ma permetterà di tradurre in immagini pagine e pagine densissime di parole e mondi iper dettagliati. Un'impresa ambiziosa capace di coniugare potenza visiva e contenuto. Due elementi che, altrove, non sempre vanno a braccetto.

Nell'immaginario mondo di Westeros, in un tempo dal sapore medievale, s'intrecciano le vicende di alcune casate che lottano per la supremazia: i Baratheon, i Lannister, gli Stark, i Targaryen sono solo alcune delle famiglie che, tra guerre manifeste e intrighi clandestini, in un interminabile rovescio di fortune e alleanze, cercano di trionfare sugli avversari e prendere possesso del Trono di Spade, simbolo del potere e del comando. Tratto dal ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Costo totale di visione

5,99 €

Durata totale

70h 34min

Generi

Azione e Avventura, Drammatico, Fantascienza

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