
“Beverly Hills, 90210”: perché rivedere la serie cult degli anni ’90
Gli anni '90 sono tornati. Dalla moda alla musica, dai suoi protagonisti alle sue storie. L'ultimo esempio in ordine di tempo è Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette (2026), la serie di Ryan Murphy che ha invaso i social di reel dedicati allo stile minimalista dell'ex addetta alle vendite di Calvin Klein e ai cappellini da baseball e mocassini dell'erede della più celebre famiglia d'America.
A coronare questo tuffo nel passato ci pensa Sky che, per la prima volta dal 2000, ripropone in Italia tutte e 10 le stagioni di Beverly Hills, 90210.
L'appuntamento è per il 3 aprile quando sarà disponibile l'intero cofanetto on demand. Se poi siete degli inguaribili romantici (e nostalgici), dal 9 aprile potrete rivedere la serie tutti i giovedì alle 20:30 su Sky Serie. La stessa fascia oraria che lo show aveva sulla TV generalista ai tempi della sua messa in onda. Quando le serie si chiamavano ancora telefilm e il binge watching non esisteva. Un ritorno atteso e reso impossibile fino ad oggi a causa di una disputa legale per i diritti che ha impedito alle storie dei fratelli Walsh, Dylan, Kelly e degli altri personaggi di essere scoperte da nuove generazioni di spettatori.
Creata da Darren Star, Beverly Hills, 90210 nelle intenzioni del suo produttore, Aaron Spelling, era una risposta alla canadese Degrassi Junior High (1987). Un ritratto degli adolescenti dell'esclusiva comunità di Beverly Hills raccontati attraverso i loro problemi di cuore, l'amicizia e i conflitti generazionali visti grazie alla lente provinciale dei gemelli Brenda (Shannen Doherty) e Brandon (Jason Priestley), appena trasferiti con la famiglia in California dal Midwest. Il teen drama per eccellenza che, per la prima volta, mostrava al pubblico statunitense le vite dei suoi ragazzi.
Con una prima stagione dagli ascolti scricchiolanti, lo show prese il via durante l'estate del 1991. Mentre gli altri network mandavano in onda repliche, la Fox trasmise nuove puntate ambientate in quella stessa stagione che i suoi giovani spettatori, liberi dalla scuola e dai compiti a casa, stavano vivendo. Da quel momento scoppiò la Beverly Hills mania che, negli anni, diede vita a due spin-off, Melrose Place (1992) e 90210 (2008), e un reboot, BH90210 (2019).
1. L’impatto culturale di "Beverly Hills, 90210"
“Primo giorno di scuola. Casa nuova, scuola nuova, amici nuovi. È meglio dormire”. Le prime battute pronunciate da Brandon nei minuti iniziali del pilot dello show a cui fanno eco quelle della sorella Brenda. “Qui non mi conosce nessuno. Potrei essere chiunque. Potrei essere qualcuno”. Due modi opposti di concepire quel nuovo inizio concesso loro dal trasferimento della famiglia in una realtà lontana anni luce dalla quiete borghese della provincia. Ma se fino a quel momento gli adolescenti non erano altro che personaggi spalla all'interno di sitcom e telefilm, Beverly Hills 90210 cambiò le carte in tavola. E l'impatto culturale di questo slittamento di prospettiva è stato epocale.
Non ci sono dubbi che rappresenti il “paziente zero” di tutti i teen drama (nonostante i suoi protagonisti nella vita reale fossero tutt'altro che adolescenti!). Quello senza il quale non avremmo mai avuto, solo per citarne alcuni, Freaks and Geeks (1999), Cinque in famiglia (1994), Dawson’s Creek (1998), Buffy – L'ammazzavampiri (1997), Veronica Mars (2004) e One Tree Hill (2003) fino ad arrivare al suo estremo, Euphoria (2019). Tra jeans a vita alta, top crop, occhiali da sole, colori sgargianti, giacche oversize, blazer con le spalline e capelli cotonati, Beverly Hills 90210 è diventato anche un punto di riferimento legato alla moda, scatenando un marketing fatto di una varietà di prodotti – dalle figurine all'abbigliamento - con impressi il logo della serie e i volti dei suoi protagonisti.
Ma ciò che più di tutto ha reso lo show una pietra miliare del racconto adolescenziale è stata la sua capacità di affrontare tematiche fino a quel momento viste come un tabù. Dipendenze, problemi alimentari, sessualità, AIDS, alcolismo, dinamiche familiari disfunzionali, pressione sociale. E ancora: gravidanze indesiderate, abusi, traumi, politica, stupro, chirurgia estetica. Nel corso delle sue 10 stagioni, Beverly Hills 90210 ha inserito una varietà di temi nelle sue sceneggiature di puntata che hanno portato il mondo reale all'interno del racconto di finzione, diventando uno specchio per milioni di ragazze e ragazzi che potevano, per la prima volta, riconoscersi in quelle storie.
Inoltre, il cast corale e così variegato permetteva una pluralità di caratteri, opinioni e umori tali da far sì che nessuno si sentisse escluso. C'era spazio per tutti: dal giovane ricco e apparentemente superficiale alla ragazza con la testa sulle spalle e piena di responsabilità nonostante la giovane età. Personaggi incontrati tra i banchi di scuola e salutati un decennio dopo, tra università, matrimoni e mondo del lavoro. A fare da sfondo sempre Beverly Hills e la melodia del brano strumentale pop-rock composto da John E. Davis che ne racchiude l'anima musicale, riconoscibile fin dalla prima nota.
2. La famiglia Walsh: il cuore morale di "Beverly Hills, 90210"
“I genitori a Beverly Hills lasciano uscire i loro figli senza fare domande, li trattano da adulti”. È Brenda, mentre si prepara ad uscire con il suo nuovo gruppo di amici, a pronunciare questa frase mentre parla con la madre che le domanda chi siano e dove trascorreranno la serata. Una dinamica comune a tante altre famiglie in cui i genitori sono presenti nella vita dei figli, nonostante questi ultimi preferirebbero una maggiore libertà. Ma proprio questa presenza, mai oppressiva, mai limitante, è stata una delle colonne portanti della serie.
E non solo per i loro gemelli, ma anche per i loro amici. Perché Jim (James Eckhouse) e Cindy Walsh (Carol Potter) e il loro modo di fare concreto e presente, sono stati un porto sicuro per tanti altri personaggi. A partire da Dylan (Luke Perry), il bello e impossibile, che tra le mura di quella casa ha trovato il calore assente nella sua e una zona franca in cui abbassare la guardia. Una famiglia normale, anche economicamente. Anzi, per gli standard di Beverly Hills, fin troppo modesta.
“Temo che dovremmo farci aumentare la paga mensile” è la prima cosa che dice Brenda al fratello appena i due scendono dall'utilitaria con la quale raggiungono il loro nuovo liceo abitato da giovani rampolli con macchine di lusso e abiti firmati. Un mondo per certi versi molto simile al nostro in cui l'ostentazione di uno status – oggi veicolata via social – era determinante per essere accettati agli occhi degli altri. Un mondo sempre visto con un certo distacco dai Walsh che non hanno mai fatto mistero di non considerarlo ideale per i loro figli, fornendo loro una bussola morale con la quale orientarsi nella società.
3. Il mito di Brenda e Dylan: la prima grande ship televisiva
Brenda, Dylan e Kelly. Sì, perché la prima grande ship televisiva è stata anche un triangolo fatto di rivalità e un rapporto di amore e odio tra le due ragazze per contendersi il cuore del James Dean di Beverly Hills. Con il pubblico diviso tra Team Brenda e Team Kelly, le 10 stagioni dello show sono state un'epopea sentimentale fatta di rotture, riconciliazioni, allontanamenti, tradimenti, litigi e addii.
Insieme Brenda e Dylan hanno tirato fuori il meglio e il peggio l'una dell'altro, diventando adulti insieme e rappresentando uno degli amori del piccolo schermo più iconici ed emozionanti degli anni '90. Il merito è da attribuire all'intelligenza degli autori che, attraverso la coppia, ha raccontato il sesso e la perdita di verginità tra adolescenti. Un argomento considerato impossibile da gestire in uno show pensato per un pubblico generalista in un Paese puritano come gli Stati Uniti.
L'episodio in cui, dopo il ballo, i due consumano il loro primo rapporto è stato messo in scena come una scelta consapevole da parte di entrambi. Una rappresentazione fortemente moderna e matura che, c'era da aspettarselo, scatenò le reazioni scomposte dei conservatori. Il risultato fu la pressione esercitata dai piani alti della Fox per far sì che gli sceneggiatori “rimediassero”. È così che arriva la rottura tra i due a causa della paura di una possibile gravidanza indesiderata che fa dire “basta” a Brenda. Il modo “perfetto” per lasciare un messaggio morale e moralistico ai suoi giovani spettatori.
Ma la forza di quell'amore contrastato ha avuto la meglio alla prova del tempo. E a ripensarci oggi, la morte prematura dei suoi interpreti - Luke Perry, deceduto dopo essere stato colpito da un ictus il 4 marzo nel 2019 e Shannen Doherty nel 2024 per un tumore – lascia un retrogusto amaro che sancisce la fine malinconica di un'era rimasta impressa sul piccolo schermo e nella memoria di ogni membro della Gen X e dei Millennials.









