
"Avengers: Doomsday": chi è Cynthia von Doom? La storia della madre del Dottor Destino
“Ci servirà un miracolo”. È il Thor di Chris Hemsworth nel primo trailer ufficiale di Avengers: Doomsday a parlare agli altri supereroi (Avengers, Wakandiani, Nuovi Avengers, Fantastici Quattro e X-Men) chiamati ad affrontare il Dottor Destino di Robert Downey Jr nel 39º titolo del MCU. Il film, diretto dai fratelli Russo e nelle nostre sale il prossimo 16 dicembre, vanta uno dei più nutriti cast corali dell'intero franchise, pronto a salvare l'universo dal più complesso e sfaccettato personaggio dei fumetti Marvel: un supercriminale, uno scienziato geniale, un mago e il monarca di Latveria, paese europeo tecnologicamente avanzato il cui obiettivo è portare ordine nell'umanità attraverso il dominio del mondo.
L'attesa per l'uscita del film è altissima, con già milioni di visualizzazioni online per il trailer e il record di prevendita dei biglietti negli Stati Uniti. Ma un evento pensato per i fan a Londra – l'apertura di un coffee shop tematizzato – ha sollevato alcuni interrogativi su quanto la pellicola possa rivelarsi fedele al fumetto. Tutta colpa della miscela di un caffè chiamata “Cynthia’s Blend”. Il nome è quello di Cynthia von Doom, la madre del Dottor Destino: una figura a dir poco centrale nella formazione del villain e decisiva per comprendere le motivazioni dietro le sue azioni.
Chi è Cynthia von Doom?
Menzionata per la prima volta nel 1964 nello speciale Fantastic Four Annual n. 2 scritto da Stan Lee e disegnato da Jack Kirby (in cui si raccontano le origini del Dottor Destino e la genesi del suo legame con l'occulto), Cynthia von Doom compare graficamente in un fumetto solo sette anni dopo. Più precisamente nell'ottobre del 1971 in Astonishing Tales (vol. 1) n. 8, nella storia intitolata "...Though Some Call It Magic!" creata da Gerry Conway e dai disegnatori Gene Colan e Tom Palmer.
Nata in una tribù Rom della Latveria, gli Zefiro, la donna sposò il capo e guaritore del clan, Werner von Doom, con il quale ebbe un figlio chiamato Victor. Praticante di arti mistiche e magia nera, Cynthia si dilettava a comunicare con i demoni e a realizzare incantesimi. Per proteggere il suo popolo dalle persecuzioni del Barone di Latveria, decise di stringere un patto con il demone Mefisto.
In cambio del potere per sconfiggere gli oppressori, Mefisto la privò del controllo della magia. Nel massacro che ne seguì morirono anche dei bambini innocenti, e non solo i soldati. Inorridita da ciò che aveva fatto, Cynthia rinunciò a combattere e venne uccisa dalla pugnalata di una guardia morente del Barone, lasciandosi andare tra le braccia del marito Werner. Non prima, però, di farsi promettere che il figlio non avrebbe percorso la sua stessa strada.
A causa del patto, la sua anima finì intrappolata nel regno infernale di Mefisto per essere torturata per l'eternità. Proprio la perdita della madre e la consapevolezza del dolore perpetuo a cui era sottomessa la sua anima diventarono per Victor un'ossessione e la spinta a studiare sia la scienza avanzata che l'esoterismo. Apprese quest'ultimo grazie a un baule contenente i diari mistici della donna, insieme a oggetti rituali e testi di magia nera.
Una volta diventato re di Latveria, l'uomo trascorreva ogni vigilia di mezza estate – quando le barriere tra la Terra e gli altri regni erano particolarmente sottili – ad affrontare Mefisto nel tentativo di liberare l'anima della madre, arrivando persino ad allearsi con il Dottor Strange pur di riuscire a salvarla. Lo scontro tra quest'ultimo, Mefisto e Victor le permise infine di accedere a un aldilà migliore poiché Cynthia, rifiutando il tentativo di salvataggio del figlio, si era guadagnata la redenzione.
Perché potrebbe essere una figura importante per "Avengers: Doomsday"

Sebbene il trailer non abbia fornito dettagli in merito a un possibile riferimento diretto a Cynthia von Doom, non è da escludere che nella sceneggiatura sia presente un rimando alla donna per far comprendere meglio al pubblico le ragioni del super villain. Questo servirebbe anche a umanizzare la figura del Dottor Destino, invece di mostrarlo solo come un cattivo monodimensionale. Al contrario, proprio come accaduto per figure complesse come Loki ed Erik Killmonger, viene introdotto un elemento di immedesimazione che porta gli spettatori a non condividere le azioni del personaggio, ma a capirne le motivazioni profonde.
Convinto che l'umanità possa prosperare solo sotto una guida forte e autoritaria – spoiler: la sua – Destino non si vede come un criminale, ma come un sovrano illuminato. Nel corso della sua vita ci sono stati anche casi in cui ha collaborato con gli eroi, se ne condivideva gli obiettivi o se gli tornava comodo, finendo per assumere i contorni di un antieroe. A spingerlo ad agire per prendere il controllo del mondo – oltre all'ossessione di dimostrare la propria superiorità al leader dei Fantastici Quattro, Reed Richards – c'è soprattutto il desiderio di salvare sua madre. La stessa donna che avrebbe voluto per lui un futuro diverso, lontano dal male. La sua assenza ha segnato in modo così profondo e tragico la vita del figlio da trasformarlo in tutto ciò che lei non avrebbe mai desiderato per lui. Una triste fatalità di cui vedremo le conseguenze in Avengers: Doomsday.






