Il finale di "Avatar Aang: L'ultimo dominatore dell'aria" ha aperto la strada a un sequel?
Il 2026 è senza ombra di dubbio un anno fortunato per qualsiasi fan di Avatar: La leggenda di Aang. Dalla seconda stagione dell'omonimo remake live-action dell'originale animata che ha debuttato su Netflix lo scorso 25 giugno (già rinnovata per un terzo capitolo) passando per Avatar Aang: L'ultimo dominatore dell'aria, film d'animazione diretto da Lauren Montgomery e sequel della serie del 2005 appena approdato su Paramount+ fino ad Avatar: I sette rifugi.
Si tratta di una serie animata in 2D e sequel di Avatar: La leggenda di Aang - attesa per il 9 ottobre sempre su Paramount+ e recentemente presentata al San Diego Comic-Con - con al centro una giovane dominatrice della terra che scopre di essere il prossimo Avatar dopo Korra in un mondo sconvolto da un cataclisma devastante.
L'uscita in streaming del film d'animazione, avvenuta lo scorso 25 luglio, è arrivata dopo un percorso accidentato: prima la cancellazione della distribuzione cinematografica originale, poi, ad aprile, la fuga di notizie con la diffusione di alcune immagini sui social e persino la condivisione illegale dell'intera pellicola da parte di un ventiseienne di Singapore (che ora rischia il carcere e una multa salatissima). A seguito di questi eventi, si è scelto di anticipare il debutto digitale a luglio rispetto all'iniziale finestra autunnale, affiancandovi una proiezione in sale selezionate sia per accontentare i fan sia per concorrere ai principali premi della prossima award season.
Un sequel all'orizzonte per "Avatar Aang: L'ultimo dominatore dell'aria"?

Primo titolo realizzato dagli Avatar Studios - divisione dedicata alla creazione di progetti legati al franchise -, Avatar Aang: L'ultimo dominatore dell'aria ritrova Aang alle prese con la scoperta di un antico potere che potrebbe salvare la sua cultura dall’estinzione. Insieme ai suoi amici e a Tagah, un ex dominatore rimasto per anni congelato sul Monte Baihu, il protagonista intraprende un viaggio per recuperarlo. Ma quando l'oggetto sacro rischia di cadere nelle mani sbagliate, minacciando la pace per la quale il gruppo ha sacrificato ogni cosa, Aang compie una scelta che cambia nuovamente il destino del suo popolo. Si tratta di un finale aperto, che lascia spazio a uno o più sequel.
Non è un segreto che gli Avatar Studios abbiano altri progetti in cantiere. Lo dimostrano i titoli citati in apertura e la creazione stessa della società di produzione fondata dai co-creatori del franchise, Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko, oltre al finale della pellicola di Lauren Montgomery, che si presta a una miriade di sviluppi narrativi, come confermato dai diretti interessati a Variety.
“Abbiamo molti progetti in fase di sviluppo”, ha dichiarato Konietzko. “Abbiamo una sceneggiatura di cui siamo davvero soddisfatti, ma stiamo aspettando di vedere come andrà questo film. Posso dire che sto lavorando a una serie ambientata in un'epoca diversa, di cui sono molto entusiasta. C'è così tanto da esplorare nel mondo di Avatar, in periodi e con atmosfere differenti. Siamo immersi in questo universo da 24 anni, e per me è ancora fonte di grande ispirazione”.
Tra le direzioni che potrebbero essere intraprese c'è quella che vede Aang impegnato a crescere una nuova generazione di dominatori dell'aria. È una strada suggerita dalla conclusione stessa del film, in cui il protagonista parte con i compagni di sempre e un gruppo di giovani allievi alla scoperta di una zona inesplorata, imbattendosi in una mandria di bisonti del cielo che riconosce come gli originari dominatori dell'aria. Tra le svariate linee narrative praticabili ve n'è però anche una più intima e personale: Aang e Katara che mettono su famiglia.
Un'eventualità, questa, che stava per essere inserita proprio in Avatar Aang: L'ultimo dominatore dell'aria, prima di essere accantonata perché ritenuta prematura. “Abbiamo esplorato questa opzione, ma cominciava a sembrare un po' troppo adulta, come se avessimo saltato la fase di transizione dall'adolescenza ai vent'anni”, ha sottolineato DiMartino.
Si tratta comunque di un passaggio che potremmo vedere in futuro, come confermato dalla stessa regista Lauren Montgomery: “Vogliamo lasciare margine nel caso volessimo raccontare altre vicende. Abbiamo tutti visto Korra e sappiamo dove andrà a parare la loro relazione, che nascerà sempre dall'amore. Questo è il nostro primo film, quindi ci prendiamo il giusto tempo prima di arrivare a questi archi narrativi. Ci sono ancora tantissime storie da raccontare”. A riprova di quanto questo franchise abbia ancora da offrire al suo pubblico.











