
Da “Vacanze romane” a “Sabrina”: i 5 migliori film con Audrey Hepburn
“È dopo quasi 10 anni di sviluppo e una vita di ammirazione e adorazione per Audrey che finalmente posso condividere questo. Onorata ed estasiata non bastano a descrivere ciò che provo...”.
Con queste parole e una fotografia di Audrey Hepburn condivisa sul suo profilo Instagram, Lily Collins ha annunciato l'inizio della produzione di un film incentrato sulla realizzazione di Colazione da Tiffany (1961), di cui sarà sia interprete che produttrice.
La star di Emily in Paris (2020) corona il sogno di vestire i panni della sua attrice preferita. Un'icona di stile ed eleganza che ha lasciato un segno indelebile nella storia di Hollywood lavorando con registi del calibro di Billy Wilder e William Wyler.Per non parlare di John Huston (Gli inesorabili, 1960), Peter Bogdanovich (… e tutti risero, 1981) e Steven Spielberg (Always – Per sempre, 1989). Su JustWatch trovate una guida ai cinque migliori film con Audrey Hepburn.
George Cukor prende il musical di Alan Jay Lerner e Frederick Loewe del 1959, a sua volta ispirato a Pigmalione di George Bernard Shaw, e realizza una commedia sentimentale musicale da manuale. L'attrice interpreta Eliza Doolittle, una povera fioraia dall'accento volgare che l'arrogante glottologo Higgins (Rex Harrison) scommette di riuscire a trasformare in una dama dell'alta società londinese.
L'evoluzione di Audrey Hepburn, dalla voce alla postura, è stupefacente e cattura appieno il talento interpretativo dell'attrice. Dal canto suo, Cukor in My Fair Lady firma una satira sulle divisioni di classe con un tono ironico e vibrante, accompagnato da una messa in scena da sogno grazie ai costumi di Cecil Beaton e alle scenografie che ricostruiscono la Londra di inizio '900. Ben 170 minuti che non puoi perdere se sei un amante dei musical come Tutti insieme appassionatamente (1965).
La carriera di Audrey Hepburn non è fatta solo di commedie o film romantici. Troppo spesso la sua figura è stata semplificata e ridotta al solo simbolo di raffinatezza. Ma l'attrice ci ha lasciato una filmografia capace di dimostrare che c'è molto altro. Ne è un esempio La storia di una monaca, film diretto da Fred Zinnemann in cui porta in scena una delle sue prove più intense nei panni di Gabrielle, figlia di un chirurgo che decide di farsi suora e andare in missione in Congo. Una scelta che si scontrerà con le rigide regole della vita monastica e un carattere poco incline all'obbedienza.
Un'interpretazione lontana da ogni atmosfera glamour di altri suoi celebri ruoli, la prova le permise di ottenere una delle sue cinque candidature agli Oscar. Merito di una recitazione asciutta e incentrata sul conflitto che muove il suo personaggio, diviso tra la volontà di aiutare e un'indole indipendente. Due ore e 30 minuti di cui l'attrice porta il peso sulle sue spalle con un risultato più che convincente. Da recuperare se hai apprezzato La scelta (2017).
Il film che ha lanciato Audrey Hepburn nel firmamento di Hollywood regalandole l'Oscar per la sua interpretazione di Anna, la principessa che fugge dal protocollo diplomatico per vivere come una cittadina comune. È proprio lei che, nel suo girovagare per le strade di Roma, incontra il giornalista americano con il volto di Gregory Peck. Della pellicola diretta da William Wyler e scritta da Dalton Trumbo, l'attrice è il cuore pulsante, infondendo una freschezza ed eleganza indimenticabili.
Vacanze romane è una fiaba moderna ambientata tra la Bocca della verità e la scalinata di piazza di Spagna, ma dove al posto della carrozza i protagonisti scorrazzano su una Vespa. Quasi due ore che guardano a Cenerentola e alla storia vera della principessa Margaret d'Inghilterra fuggita in Italia nel 1951 per una vacanza in anonimato. Una commedia perfetta da vedere se ti sono piaciuti Mangia, prega, ama (2010) e Prima dell'alba (1995).
La regia divisa tra eleganza ed ironia di Billy Wilder, lo stile sofisticato di Audrey Hepburn e un triangolo amoroso tra l'attrice, Humphrey Bogart e William Holden. Con Sabrina, siamo di fronte a una delle commedie hollywoodiane degli anni '50 tra le più riuscite e romantiche di sempre. L'attrice interpreta la figlia dell'autista della ricca famiglia Larrabee, da sempre innamorata di uno dei fratelli che, dopo un periodo a Parigi e un cambiamento radicale, torna suscitando l'interesse di entrambi.
Hepburn è divina nel mettere in scena la metamorfosi del suo personaggio, infondendogli una grazia impeccabile. Merito anche dei meravigliosi abiti firmati Givenchy, che hanno contribuito a renderla un'icona di moda. Ma dietro la patina romantica c'è anche un'acuta riflessione sociale che, nei suoi 113 minuti, invita lo spettatore ad andare oltre le apparenze e le divisioni sociali. Se hai visto il remake del 1995 di Sydney Pollack con Julia Ormond, Harrison Ford e Greg Kinnear, non puoi perderti questo classico senza tempo.
Truman Capote, autore del romanzo omonimo da cui è tratto il film, avrebbe preferito Marilyn Monroe per il ruolo di Holly Golightly. Ma la storia ha dato ragione a Paramount che, scegliendo Audrey Hepburn, gettò le basi per un successo imperituro. L'attrice interpreta una giovane donna allergica alle convenzioni sociali degli anni '60 e alla ricerca del suo posto nel mondo, tra feste mondane e solitudine. La sequenza iniziale davanti alla vetrina di Tiffany, con il tubino nero di Givenchy, la collana di perle e gli occhiali da sole, è una delle più iconiche del cinema e della carriera dell'attrice.
Sebbene molto diverso ed edulcorato rispetto al romanzo, Colazione da Tiffany (1961) racconta una storia di crescita personale in costante equilibrio tra ironia, fragilità e insicurezze da affrontare e superare. Tra le sue scene più celebri quella in cui, seduta sulla scala antincendio, Hepburn/ Golightly intona Moon River. Imperdibile se ti piacciono le commedie romantiche brillanti come Notting Hill (1999).
























