"Alla ricerca di Nemo": ecco perché il classico Pixar è una rivisitazione dell'Odissea

"Alla ricerca di Nemo": ecco perché il classico Pixar è una rivisitazione dell'Odissea

Alessandro Zaghi
Alessandro Zaghi

Pubblicato il 26 maggio 2026

Aggiornato il 28 maggio 2026

Il 16 luglio 2026 arriva nei cinema italiani L’Odissea di Christopher Nolan, il kolossal da 250 milioni di dollari girato interamente in IMAX che porta sullo schermo l'Odissea di Omero con Matt Damon nei panni di Odisseo, Zendaya come Atena, Anne Hathaway come Penelope e Charlize Theron come Calipso. È il primo adattamento cinematografico su larga scala del poema epico più influente della letteratura occidentale, e l'attesa è tale che i biglietti IMAX per il weekend di apertura sono andati esauriti in poche ore.

Ma prima di Nolan, prima di Matt Damon e prima dell'IMAX 70mm, qualcun altro aveva già raccontato l'Odissea al cinema. Lo aveva fatto nel 2003, ambientandola sotto la superficie dell'oceano, con un pesce pagliaccio al posto dell'eroe greco e una smemorata pesce chirurgo blu al posto dell'equipaggio. Alla ricerca di Nemo di Andrew Stanton è, sotto la superficie colorata e comica che lo ha reso uno dei film d'animazione più amati di sempre, una rivisitazione sorprendentemente fedele della struttura e dei temi dell'Odissea omerica. I paralleli non sono casuali, non sono forzati, e una volta che li si scorge è impossibile non vederli più.

Il viaggio dell'eroe: Odisseo e Marlin

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Il motore dell'Odissea è semplice: un padre vuole tornare a casa dalla famiglia. Odisseo, re di Itaca, ha combattuto per dieci anni nella guerra di Troia e ne impiega altri dieci per tornare dalla moglie Penelope e dal figlio Telemaco. Ogni tappa del viaggio è un ostacolo che lo allontana dalla meta: i Lotofagi, i Ciclopi, le Sirene, Scilla e Cariddi, la maga Circe, il regno dei morti.

Il motore di Alla ricerca di Nemo è identico: un padre vuole ritrovare il figlio. Marlin, pesce pagliaccio della Grande Barriera Corallina, perde il figlio Nemo, catturato da un subacqueo e portato in un acquario a Sydney. Il viaggio di Marlin attraverso l'oceano è una sequenza di incontri con creature che lo aiutano o lo ostacolano, esattamente come le tappe di Odisseo. La differenza è che Marlin non è un eroe, ma un padre ansioso, iperprotettivo, terrorizzato dal mondo, e il viaggio lo costringe a diventare coraggioso non per gloria ma per amore. È la stessa traiettoria di Odisseo, che nell'Odissea non combatte per vincere una guerra (quella è l'Iliade) ma per tornare a casa, il che lo rende un eroe molto diverso da Achille: non il più forte ma il più ostinato, il più astuto, quello che non si arrende mai.

L'oceano come Mediterraneo

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Nell'Odissea, il Mediterraneo è uno spazio sconosciuto e pericoloso, pieno di isole che nascondono pericoli, creature mostruose e divinità capricciose. Il mare è l'ostacolo e il percorso allo stesso tempo: Odisseo non può tornare a Itaca senza attraversarlo, ma ogni volta che ci prova il mare lo respinge, lo devia, lo porta altrove.

In Alla ricerca di Nemo, l'oceano è esattamente la stessa cosa. Marlin vive in una bolla di sicurezza nella barriera corallina e non si è mai avventurato oltre. Il viaggio verso Sydney lo porta attraverso zone sempre più profonde, correnti, abissi, e ogni tappa è un incontro con qualcosa di nuovo e terrificante. Andrew Stanton ha costruito l'oceano del film come un mondo stratificato, con regole proprie, abitanti propri e pericoli propri, esattamente come Omero costruisce il Mediterraneo dell'Odissea, non come un semplice sfondo ma come un personaggio attivo che decide chi passa e chi no.

I mostri: dal Ciclope alla medusa

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I paralleli tra le creature dell'Odissea e quelle di Alla ricerca di Nemo sono i più evidenti, e anche i più divertenti.

Gli squali che Marlin e Dory incontrano nella prima parte del viaggio (Bruce, Anchor e Chum, i tre squali che partecipano a un gruppo di supporto per smettere di mangiare pesci) richiamano i Ciclopi e i Lestrigoni dell'Odissea: creature enormi, fisicamente superiori all'eroe, che dovrebbero essere mortali ma che l'eroe riesce a superare grazie all'astuzia, non alla forza. Bruce, lo squalo bianco che perde il controllo quando sente l'odore del sangue, è un Polifemo comico: una forza bruta che si scatena e che può essere fermata solo con l'intelligenza e la fuga.

Le meduse che Marlin e Dory attraversano nella sequenza più visivamente impressionante del film richiamano le Sirene dell'Odissea. Le meduse sono belle, luminose, quasi ipnotiche, e il pericolo sta proprio nella loro attrattiva: Dory ci gioca, le tocca, ci salta sopra, e quasi muore perché non riesce a resistere al loro fascino. È lo stesso meccanismo delle Sirene omeriche, che attirano i marinai con il canto promettendo conoscenza e bellezza, e li distruggono.

La Corrente Orientale Australiana (la EAC, la corrente su cui Marlin e Dory viaggiano con le tartarughe) richiama il passaggio tra Scilla e Cariddi, lo stretto pericoloso che Odisseo deve attraversare sapendo che perderà qualcosa in ogni caso. Marlin deve fidarsi della corrente e lasciarsi portare, rinunciando al controllo, esattamente come Odisseo deve scegliere tra i due mostri sapendo che non esiste un passaggio sicuro.

Dory come assistenza divina

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Nell'Odissea, Odisseo non è mai solo. Atena, la dea della saggezza, lo protegge, lo guida, interviene nei momenti critici, e senza di lei il re di Itaca non tornerebbe mai a casa. Il ruolo di Atena nel poema è quello di una compagna invisibile che appare quando l'eroe ne ha più bisogno, spesso sotto mentite spoglie.

Dory, il pesce chirurgo blu smemorato che si unisce a Marlin nel primo atto del film, occupa esattamente questa funzione. Non è una dea, ma è la creatura che permette al viaggio di compiersi. Dory sa leggere (l'unico pesce nell'oceano che sa farlo, il che le permette di decifrare l'indirizzo dello studio del dentista di Sydney), parla la lingua delle balene, conosce la corrente EAC, e soprattutto offre a Marlin qualcosa che lui non ha: fiducia nel fatto che le cose andranno bene. La smemoratezza di Dory, che potrebbe essere solo un tratto comico, funziona anche come metafora: Dory dimentica il passato e vive nel presente, il che la rende l'opposto di Marlin (paralizzato dal trauma della perdita della moglie e delle uova) e il complemento perfetto per un viaggio che richiede di andare avanti senza guardare indietro.

Il parallelo con Atena è rafforzato dal fatto che Dory appare dal nulla, senza un passato spiegato (almeno fino a Alla ricerca di Dory, 2016, che le darà una backstory completa), esattamente come Atena compare nell'Odissea senza bisogno di giustificazioni.

Nemo come Telemaco

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Nell'Odissea, il figlio di Odisseo non è un personaggio passivo. Telemaco, ormai adulto, decide di partire a sua volta per cercare notizie del padre, e nel corso del poema cresce, matura, impara a difendere la madre dai pretendenti e si prepara a diventare un uomo. Il viaggio di Telemaco è parallelo a quello di Odisseo: mentre il padre cerca di tornare, il figlio cerca di diventare degno del suo ritorno.

Nemo segue lo stesso arco narrativo. Catturato e rinchiuso nell'acquario del dentista P. Sherman al 42 di Wallaby Way, Sydney, Nemo non aspetta passivamente di essere salvato: organizza un piano di fuga con gli altri pesci dell'acquario, impara a superare i propri limiti fisici (la pinna atrofica che il padre usava come scusa per iperproteggerlo), e alla fine si salva da solo. Il momento in cui Marlin e Nemo si ritrovano nell'oceano non è il salvataggio di un padre che arriva in tempo, è l'incontro di due personaggi che hanno compiuto ciascuno il proprio viaggio e che si ritrovano entrambi cambiati.

Il ritorno e il ricongiungimento

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L'Odissea si chiude con il riconoscimento. Odisseo torna a Itaca travestito da mendicante, e l'unico a riconoscerlo subito è il vecchio cane Argo, che muore dopo averlo rivisto. Poi arriva il riconoscimento da parte di Penelope, e poi la vendetta contro i pretendenti. Il tema del ritorno nell'Odissea non è solo fisico ma identitario: Odisseo deve dimostrare di essere ancora Odisseo dopo vent'anni di assenza.

In Alla ricerca di Nemo, il ricongiungimento tra Marlin e Nemo avviene dopo che entrambi sono cambiati. Marlin ha imparato a fidarsi del mondo e a lasciare andare il controllo. Nemo ha imparato che la pinna atrofica non lo definisce e che può fare cose che il padre non credeva possibili. Il momento in cui si ritrovano è commovente non perché il padre ha salvato il figlio, ma perché entrambi hanno attraversato il proprio oceano e sono tornati diversi.

Perché tutto questo conta in vista del film di Nolan

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L'Odissea di Omero è stata adattata centinaia di volte nella storia della letteratura e del cinema, quasi sempre in modo esplicito: Ulisse (1954) con Kirk Douglas, la miniserie televisiva di Andrei Konchalovsky con Armand Assante (1997), Fratello, dove sei? dei fratelli Coen (2000) che la trasporta nel Mississippi degli anni Trenta. Ma i riadattamenti più interessanti sono quelli che non dichiarano il debito e lasciano che la struttura omerica lavori sotto la superficie: 2001: Odissea nello spazio di Kubrick, Mad Max: Fury Road di George Miller, e Alla ricerca di Nemo.

Quando il 16 luglio entreremo in sala per vedere Matt Damon attraversare il Mediterraneo in IMAX 70mm, varrà la pena ricordare che la stessa storia, con la stessa struttura, gli stessi temi e lo stesso arco emotivo, era già stata raccontata con un pesce pagliaccio e un chirurgo blu smemorato. Omero funziona a qualunque scala, in qualunque epoca, in qualunque formato, ed è per questo che il suo poema resta, tremila anni dopo, la storia che il cinema non smette di raccontare.

Una covata di pesci pagliaccio viene distrutta dall'attacco di un feroce barracuda. Sopravvivono solamente il papà, Marlin, e un unico piccolo che viene chiamato Nemo. Il pesciolino ha una pinna atrofizzata e il padre è iperapprensivo nei suoi confronti al punto di desiderare che l'inizio della scuola venga ritardato. Un giorno però Nemo viene catturato da un dentista appassionato di pesca subacquea e l'acquario sarà la sua prigione. Marlin deve quindi vincere tutti i suoi timori per ritrovarlo. Verrà aiutato da Dory, una pesciolina simpaticamente smemorata.

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Odissea
Ulisse, il leggendario re greco di Itaca, intraprende un lungo e pericoloso viaggio verso casa dopo la guerra di Troia, raccontando i suoi incontri con esseri mitici come il ciclope Polifemo, le Sirene e la dea strega Circe.
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Informazioni su questa lista

Titoli

2

Costo totale di visione

3,99 €

Durata totale

1h 40min

Generi

Azione e Avventura, Animazione, Commedia

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