Da "Artificial" di Guadagnino a "The Social Reckoning" di Sorkin, quando il racconto dell’AI passa per il grande schermo

Da "Artificial" di Guadagnino a "The Social Reckoning" di Sorkin, quando il racconto dell’AI passa per il grande schermo

Giovanni Berruti
Giovanni Berruti

Pubblicato il10 giugno 2026

Aggiornato il18 giugno 2026

AI, nel bene e nel male. È inevitabilmente sotto gli occhi di tutto il globo la presenza sempre più dirompente dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite. È il progresso, ma è anche minaccia. Parlando del nostro settore, quello cinematografico e dell’intero comparto audiovisivo, il dibattito si fa sempre più acceso.

Prendiamo l’ultima dichiarazione di Martin Scorsese, che si è trasformato in consulente di una start-up tedesca specializzata in AI generativa, la Black Forest Labs. Nello specifico, il leggendario regista di Toro Scatenato (1980) e The Wolf of Wall Street (2013) si è dimostrato aperto all’utilizzo dell’intelligenza artificiale: «Per oltre 70 anni ho prodotto personalmente i miei storyboard, ma ora con questo strumento posso condividere con il mio team creativo ciò che visualizzo nella mia mente, in maniera più chiara ed efficiente rispetto a prima». In parole povere, si tratterebbe di un grande lasso di tempo risparmiato nella fase di preparazione di una pellicola. Un fulmine a ciel sereno, considerato che da parte dell’industria c’è sempre stata una chiusura nei confronti dell’AI, sfociata negli scioperi che negli scorsi anni hanno paralizzato Hollywood. D’altronde stiamo parlando di un qualcosa che da semplici istruzioni dell’utente, i cosiddetti prompt, è in grado di generare in una manciata di secondi testi, fotografie e video sempre più accurati.

Le conseguenze sono già tangibili attraverso quelle migliaia di professionisti che hanno già perso il lavoro, con il pronostico di un numero destinato ad aumentare in maniera esponenziale. La stessa Academy si è fatta sentire, mettendo a punto il nuovo regolamento che a partire dalla prossima edizione vieterà l’ambita statuetta dorata a qualsiasi pellicola realizzata con l’AI.

Un bello schiaffo a Elon Musk, che di recente si è preso gioco di Cristopher Nolan e de Odissea (2026), il suo nuovo kolossal che potrebbe dominare la stagione dei premi, proprio con un trailer de L’Iliade, realizzato con Grok Imagine 1.5, appena rilasciato. Il motivo di tanta ira? La scelta del regista di affidare a Lupita Nyong’o il ruolo di Elena di Troia.

C’è un regista del momento che ha alzato la voce contro l’AI. Si tratta di Kane Parsons, che a soli 20 anni sta conquistando il botteghino mondiale con il suo Backrooms (2026): «Se potessi schioccare le dita e far sparire per sempre l'AI generativa, probabilmente lo farei. Da un punto di vista creativo, non mi dà alcuna soddisfazione usare quegli strumenti: ne vanifica completamente lo scopo». Non ha alcun dubbio sulle conseguenze negative per il settore.

kane-parsons

Ma come si racconta tutto questo? Come si sta adoperando il cinema per portare sul grande schermo l’avvento della rivoluzione tecnologica, attualmente in corso? La risposta, ad ora, è in un nome: Luca Guadagnino.

"Artificial", Luca Guadagnino e l’epopea di Sam Altman

Di recente, Luca Guadagnino ha girato un film. Si intitola Artificial (2027) e racconta la storia, o meglio una parte di essa, di Sam Altman, il papà di OpenAI. Prodotto da Amazon MGM, la pellicola, sceneggiata da Simon Rich, ripercorrerà infatti uno degli eventi più clamorosi mai conosciuti nella storia dellaSilicon Valley: il licenziamento di Altman da OpenAI, durato solo pochi giorni in quanto immediatamente “riassunto”.

Ambientato sullo sfondo della rapida ascesa dell’azienda dietro a ChatGPT, la sceneggiatura sembrerebbe essere incentrata sulle rivalità personali, la lotta tra ego e tensioni etiche che ancora oggi aleggiano dietro la rivoluzione tecnologica più significativa dei nostri tempi. Vi suona familiare?

Sono stati proprio i primissimi test screening a paragonare l’ultima fatica di Guadagnino a The Social Network (2010), che ripercorreva la nascita di Facebook. Entrambi, seppur in maniera differente, prendono di fatto in esame la genesi di realtà tecnologiche che hanno cambiato irreversibilmente il mondo, focalizzandosi sulle smisurate ambizioni dei suoi artefici. Mire fuori controllo, dai risvolti pericolosi.

the-social-network

Mentre Altman è interpretato da Andrew Garfield, sembrerebbe che la pellicola lascerà spazio a molti volti della Silicon Valley, come Elon Musk che avrà il volto di Ike Barinholtz, che ce ne restituirà una versione “parodistica”. Secondo una descrizione trapelata in rete della sceneggiatura, colui che fu il principale investitore di OpenAI, per poi abbandonarla per dissidi con il suo CEO, viene dipinto più preoccupato per i malfunzionamenti della sua Tesla a guida autonoma che per la minaccia comportata dall’avvento dell’AI. Ma il vero protagonista di Artificial sarebbe Ilya Sutskever, co-fondatore ed ex chief scientist di OpenAI, tra i pionieri dell’intelligenza artificiale contemporanea. Ma soprattutto l’artefice della fallimentare rimozione di Altman dal board della sua azienda.

Alcune fonti riportano che Amazon avrebbe deciso di puntare a un’uscita prevista per l’inizio del prossimo anno. Il motivo? Evitare a tutti i costi di sovrapporsi con The Social Reckoning (2026) di Aaron Sorkin, l’attesissimo sequel della pellicola di Fincher, la cui uscita è prevista infatti per il prossimo 9 ottobre. Considerato che il film di Guadagnino è stato descritto come il “The Social Network dell’era dell’AI”, probabilmente la scelta si rivelerà giusta. 

"The Social Reckoning" e la necessità di raccontare l’uomo a fianco della rivoluzione tecnologica

Raccontare i mutamenti tecnologici che hanno portato a questo. Una tappa di questo interminabile viaggio è sicuramente uno scandalo noto con il nome di “The Facebook Files”. Si tratta di un’inchiesta condotta dal The Wall Street Journal, frutto della stretta collaborazione tra il giornalista Jeff Horwitz e una dipendente di Facebook chiamata Frances Haugen. Nel 2021 quest’ultima inviò migliaia di documenti interni al WSJ e alla Securities and Exchange Commission con l’obiettivo di svelare al mondo i grandi segreti custoditi del social network. Le conseguenze sono note, e immaginabili.

the social reckoning

Oggi è proprio The Social Reckoning a portare questa vicenda sul grande schermo, a sedici anni di distanza dal suo predecessore, che aveva esplorato le origini della creatura di Zuckerberg, stavolta interpretato da Jeremy Strong. Era infatti necessario mettere in scena una versione più matura del personaggio rispetto a quella conosciuta da Jesse Eisenberg nella pellicola di Fincher che fu campione d’incassi e vincitrice di ben tre premi Oscar, incluso miglior sceneggiatura non originale. Nel cast del film Mikey Madison nei panni della Haugen e Jeremy Allen White in quelli di Horwitz.

Ad ora sono pochi i fortunati che hanno potuto assistere alle prime immagini dell’attesissimo film. L’occasione è stata quella del CinemaCon, dov’è stato proiettato un trailer, che ha suscitato diverse reazioni positive, soprattutto riguardo all’interpretazione di Strong.

Pur non trattandosi propriamente di un film sull’intelligenza artificiale, The Social Reckoning è un sintomo di una necessità: rappresentare sul grande schermo i nuovi padroni del mondo. Da Zuckerberg a Musk, passando per Altman, l’idea sembra essere quella di ripartire dalle persone che affiancano ciò che statrasformando il mondo a una velocità sconvolgente.

Siamo sempre stati abituati al racconto dell’AI alla “Terminator”, da sempre emblema della minaccia tecnologica destinata a porre fine alle nostre esistenze. Forse, oggi più che mai, è il momento di rimettere l’uomo al centro, anche se spinto da smisurate manie di grandezza, per affrontare il tema attraverso il cinema. Potrebbe essere la chiave di volta per comprendere la portata di uno sconvolgimento che non può più essere fermato. Ma forse è anche un monito per il futuro, persino per la salvaguardia della stessa professione: restare umani, sempre.

2027

Described as a comedic drama set in the world of artificial intelligence, around the period at OpenAI in 2023 that saw CEO Sam Altman fired and rehired in a matter of days.
Artificial non è disponibile per lo streaming.
Avvisami quando lo puoi guardare

Frances Haugen, giovane ingegnere di Facebook, si avvale dell'aiuto di Jeff Horwitz, un reporter del Wall Street Journal, per intraprendere un pericoloso viaggio che finisce per rivelare i segreti più custoditi del social network.
The Social: Il prezzo della verità non è disponibile per lo streaming.
Avvisami quando lo puoi guardare

Informazioni su questa lista

Titoli

2

Generi

Drammatico, Commedia, Thriller e Mistero

Dove posso guardare questa lista online?

Ci sono 2 titoli in questa lista, ma non sono ancora disponibili su nessun servizio di streaming.