Achille in “L'Odissea”: ecco perché non c’è nel film (e chi interpreta realmente Elliot Page!)

Achille in “L'Odissea”: ecco perché non c’è nel film (e chi interpreta realmente Elliot Page!)

Pubblicato il25 luglio 2026

Aggiornato il25 luglio 2026

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Se esiste un film alimentato da polemiche, quello è sicuramente L’Odissea (2026) di Christopher Nolan. Prima le armature “storicamente poco accurate”, poi Lupita Nyong'o nelle vesti di Elena di Troia e dopo ancora il “caso” Elliot Page. 

Per mesi il nome di Elliot Page è stato associato ad Achille in modo quasi ossessivo, una teoria nata dal nulla e alimentata da mesi di silenzio da parte della produzione, che si è trasformata in un piccolo caso mediatico a sé, con tanto di diatribe accese da chi non vedeva di buon occhio l'idea. La realtà, confermata solo di recente con l’uscita del film in sala, racconta tutt'altro. Page non veste i panni del più celebre eroe della guerra di Troia, ma quelli di Sinone, il soldato greco legato all'inganno del Cavallo di Troia, capace di convincere i troiani a introdurre il dono avvelenato dentro le mura fingendosi abbandonato dai suoi stessi compagni. E per quanto c’è chi ancora – dall’altro di quella presunzione tipica di chi non vuole vedere le cose ma si arroga il diritto di poterle giudicare – si ostina ad associare l’attore al Pelide, la realtà è che Achille non compare in nessuna scena del film.

Chi è davvero Sinone

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Sinone in realtà  è un personaggio che non figura né nell'Odissea né nell'Iliade, e la sua storia arriva fino a noi grazie all'Eneide di Virgilio, dove diventa lo strumento della caduta di Troia. Non è un guerriero nel senso tradizionale del termine, non ha la stazza epica di un Aiace o la furia di un Achille, la sua arma è la menzogna, la volontà a farsi catturare e umiliare pur di far entrare il cavallo dentro le mura. 

Nella versione di Nolan, Sinone è uno dei giovanissimi ragazzi cresciuti sotto gli occhi di Ulisse a Itaca, divenuto poi parte dell’equipaggio di valorosi guerrieri che insieme a Ulisse partiranno alla volta di Troia. Ma, in realtà, Sinone non doveva trovarsi su quella nave. Quando Agamennone organizza il sorteggio per reclutare i soldati da Itaca, a essere estratto è in realtà Antinoo, uno dei futuri Proci di Penelope, che però paga la famiglia di Sinone perché il ragazzo prenda il suo posto, senza poi mantenere la promessa economica fatta, lasciando la famiglia a morire in miseria.

Nella pellicola di Nolan sarà poi questo torto subito, e il senso di colpa di Ulisse nei confronti di Sinone, a riscattare l’anima rancorosa del giovane nei confronti di Antinoo. 

Perché Achille non c'è

odissea

Il poema originale, va detto, non aiuta chi si aspettava un cameo del Pelide: nell'Odissea Achille compare solo nel libro undicesimo, quando Ulisse scende nell'Ade e ne incontra lo spirito, un'apparizione fugace rispetto al peso che il personaggio ha invece nell'Iliade, dove il rapporto con Ulisse viene scandagliato con ben altra profondità narrativa. 

Nolan sembra aver preso sul serio questa marginalità strutturale e l'ha usata come leva per costruire un'intera genealogia di sostituzioni che attraversa il film. Nella scena dell'Ade, per esempio, Ulisse non incontra soltanto Agamennone, che gli racconta il proprio omicidio per mano di Clitennestra e gli lascia in eredità il consiglio di tornare a Itaca sotto mentite spoglie, ma anche lo stesso Sinone, la cui anima prende di fatto il posto che nel poema originale spetta a un personaggio minore come Elpenore. Nella visione di Nolan, il regista innesta al di sopra del materia d’origine omerico una tradizione più ampia della mitologia greco-romana, da Virgilio in poi, spostando il peso emotivo del racconto su figure meno ingombranti di Achille, la cui iconicità nella cultura pop avrebbe probabilmente finito per rubare la scena a Ulisse invece di rafforzarla. 

Il conflitto morale che Nolan sembra interessato a raccontare, quello del reduce che deve fare i conti con le proprie colpe più che con la propria gloria, trova in Sinone un veicolo molto più efficace di quanto lo sarebbe stato in un guerriero già saturato di mito.

Il caso Elliot Page

elliot page

Se la scelta narrativa ha una sua coerenza interna, il modo in cui è arrivata al pubblico racconta invece la sgradevole pratica di dare per vera qualsiasi news inizi a circolare sui social, anche quando non è ufficiale; anzi, potremmo dire che più sono fake le news più la gente tende a indignarsi facendo “i conti senza l’oste”. 

Per questo specifico caso, la presenza di Elliot Page nel cast era trapelata attraverso una lista di doppiaggio ungherese, diffusa da un distributore locale e ripresa da una testata di settore, con i nomi dei personaggi affiancati a quelli degli attori. Il problema è che il ruolo a cui era stato associato Page non corrispondeva a verità, appunto Achille, generando l’ennesina accesa diatriba alimentata dalla storia personale dell’attore, il reale motivo della “discordia” in quanto, secondo taluni, un attore transgender non potrebbe mai interpretare uno dei simboli più ipermascolini dell’eroismo classico. Questo ci dice di più di quanto siamo noi ad aver distorto la lettura di un classico, arroccati in quell’idea che, il più delle volte, no corrisponde comunque a realtà. 

Tornando a noi, per settimane quella fuga di notizie è rimasta l'unica fonte disponibile, tanto che nemmeno IMDb aveva aggiornato la scheda del film, e solo la conferma arrivata attraverso i canali ufficiali della produzione era riuscita ad arginare parte di quell’inutile polverone. 

Il ritorno di Elliot Page nell'universo di Nolan, dopo Ariadne in Inception (2010), arriva quindi circondato da un'attenzione mediatica sproporzionata rispetto al peso reale del personaggio nel film, un cortocircuito basato più sulla fame di controversia del pubblico online che sulle reali intenzioni del regista. A conti fatti, ci troviamo di fronte ai soliti leoni da tastiera falsamente amanti del cinema o della mitologia che sfruttano la controversia del momento come pretesto per sfogare le proprie frustrazioni, ignoranza, razzismo, sessismo, omofobia e transfobia interiorizzata. 

Odissea
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Odissea

2026

Odysseus, the legendary King of Ithaca, embarks on a long and perilous journey home following the Trojan War. Throughout his voyage, he is forced to confront the whims of gods, mythological monsters, and trials that stretch both his cunning and his humanity to the breaking point.
Odissea non è disponibile per lo streaming.
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Informazioni su questa lista

Titoli

1

Durata totale

2h 53min

Generi

Azione e Avventura, Fantasy

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