“A Tale of Two Cities”, Kit Harington e Mirren Mack: “È il Dickens perfetto per il nostro tempo, tra disuguaglianze e frammentazione”

“A Tale of Two Cities”, Kit Harington e Mirren Mack: “È il Dickens perfetto per il nostro tempo, tra disuguaglianze e frammentazione”

Pubblicato il05 settembre 2026

Aggiornato il05 settembre 2026

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“Richiamato alla vita”. Il messaggio cifrato che apre Le due città, uno dei due romanzi storici scritti da Charles Dickens nel corso della sua vita, che oggi rivive in un nuovo adattamento in quattro episodi, A Tale of Two Cities, scritto da Daniel West e diretto da Richard Clark, disponibile dal 6 settembre su MGM+. Un'opera ambientata a Parigi e Londra durante la Rivoluzione francese e gli anni del Regime del Terrore che segue la vita di diversi personaggi. In particolare Lucie Manette (Mirren Mack), una giovane donna la cui vita viene sconvolta da un messaggio arrivato da Parigi. Suo padre, Alexandre Manette (Yannick Renier), medico creduto morto da quasi 20 anni, potrebbe essere ancora vivo.

Il messaggero, l'idealista emigrato francese Charles Darnay (François Civil), viene arrestato e accusato di tradimento. Per liberarlo, Lucie chiede quindi aiuto a un brillante ma instabile giovane avvocato, Sydney Carton (Kit Harington), nella speranza che la conduca a Parigi per rintracciare suo padre. Un incontro che darà vita a un complesso triangolo amoroso. Entrambi gli uomini lottano per dimostrarsi degni del suo amore, ma si ritroveranno legati indissolubilmente nella vita e nella morte, mentre il mondo attorno a loro cambia per sempre.

Un romanzo, tra i più letti di sempre con all'attivo 200 milioni di copie vendute nel mondo, che si muove tra rivoluzione e violenza, rinascita e morte, giustizia e vendetta. Un dualismo che attraversa il racconto, pagina dopo pagina, esplorando il caos della rivolta e l'oppressione dell'aristocrazia mentre mostra comprensione per la rabbia del popolo, ma condanna la violenza cieca della ghigliottina. In primo piano l'amore, in ogni sua forma, che muove i protagonisti e le loro scelte.

"A Tale of Two Cities" e la modernità dell'opera di Dickens

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L'opera di Dickens, pubblicata nel 1859 a puntate sulle pagine della rivista All the Year Round, è impressionante per la sua capacità di parlare del nostro tempo, tra polarizzazione e ingiustizie. “Penso che questa storia — ed è uno dei motivi per cui volevamo realizzarla — sia tale da sembrare il Dickens dei nostri tempi”, ci spiega Kit Harington quando lo incontriamo su Zoom per parlare della miniserie. “Eppure, tra i suoi romanzi, è quello che apparentemente non viene mai adattato. Dickens sembra essere stato un po' relegato in un canone natalizio del tipo: 'Va bene, ci riuniamo tutti davanti alla TV a guardare persone un po' goffe e impacciate con nomi divertenti'. È un modo per sminuirlo”.

“Ci sono centinaia di adattamenti di Canto di Natale, Grandi speranze o Casa Desolata. Eppure Le due città è la sua opera più importante e uno dei romanzi più letti di tutti i tempi. L'unico motivo che vedo risiede in un paio di problemi nell'adattarlo: il fatto che sia ambientato tra la Francia e Inghilterra, e quindi ci sia una componente bilingue – ma oggi il pubblico è molto più abituato ai sottotitoli – e il fatto che Darnay e Sydney nel romanzo dovrebbero essere identici. Ma il nostro sceneggiatore ha aggirato l'ostacolo”.

“Una volta superati questi due aspetti, la storia è fantastica. Ed è così pertinente proprio perché è ambientata sullo sfondo di una rivoluzione, come ricordano le celebri righe di apertura: 'Il tempo migliore e il tempo peggiore. L'età della saggezza e l'età della follia'”, continua l'attore. “Possiamo tutti immedesimarci in questo contesto attuale. Le cose sembrano farsi a pezzi, crollare. L'ordine internazionale basato sulle regole sembra sfaldarsi. Questo Dickens parla direttamente all'oggi. È una storia d'amore avvincente con un triangolo molto moderno al centro: potrebbe essere una coppia contemporanea che scivola in questa dinamica a tre, ed è un aspetto estremamente attuale”.

Un personaggio femminile che sceglie se stessa

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Più che in altre trasposizioni del passato, A Tale of Two Cities fa di Lucie il perno emotivo e la luce dell'adattamento. È lei a illuminare la scena con la sua determinazione, la tenacia e l'amore che riserva per il padre, Charles e Sydney. Proprio quest'ultimo, però, le chiede di essere una figura salvifica per la sua vita. Una richiesta che, con dolore, rifiuta. “Sembra un atteggiamento molto moderno dire: 'Non ho intenzione di farlo, sceglierò qualcosa di diverso perché non posso essere io quella che ti aggiusta'.”, riflette Mack. “Ma penso che siamo riusciti a esplorare a fondo questo triangolo: Lucie ama entrambi e scopre di poter essere una persona diversa con ciascuno di questi uomini. Ed è piuttosto stimolante da esplorare il fatto che abbia queste due vite diverse che vanno in direzioni differenti, e debba prendersi un momento e decidere: 'Cosa voglio?', piuttosto che 'Per quale uomo provo di più?'”.

“Credo scelga se stessa quando decide di stare con Charles”, prosegue l'attrice. “Sceglie con tutto il suo essere perché ha sempre desiderato stare con la sua famiglia dopo essere rimasta senza il padre per così tanto tempo. Quando immagina una vita con Charles, vede una casa piena, tutto ciò che ha desiderato e bramato. Ed è stato coraggioso scegliere. Il mio cuore si è spezzato per lei nel doverlo fare, ma penso che alla fine scelga se stessa”.

La potenza del monologo finale

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Chiunque abbia mai letto l'opera di Dickens, oltre al suo celebre incipit, conosce anche il monologo finale di Sydney Carton che accompagna l'atto d'amore più grande e incondizionato che si possa immaginare. Ma che peso emotivo ha avuto girare quella scena iconica e pronunciare quelle parole? “Ho cercato di non pensarci troppo, perché è una delle scene più iconiche della letteratura e ha resistito alla prova del tempo per così tanto. Le persone ne parlano ancora e la citano”, confida Harington.

“Ho sempre pensato a quanto fosse fantastico poter rappresentare quel momento davanti alla macchina da presa, ma se mi fossi concentrato troppo su quello, non avrei raccontato il resto della storia per arrivarci. È una delle sequenze più meravigliose e commoventi della letteratura inglese, una delle più grandi. E sono stato molto fortunato a poter... beh, ho manovrato le cose per poterlo fare. Nel senso che ho scelto di interpretarlo, mi sono letteralmente auto-scritturato per questo ruolo (ride, ndr)”.

L'indifferenza come male distruttivo

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Uno degli aspetti sottolineati dal romanzo storico e ripresi a A Tale of Two Cities consiste nella rappresentazione di un'aristocrazia che collassa a causa della sua incapacità di vedere la realtà fuori dai loro palazzi. Un'indifferenza che si tramuta in un male distruttivo, non così distante da quello che caratterizza il nostro tempo. “Volevamo fare questa serie proprio per questo. Vediamo in prima persona i segnali di allarme all'interno delle nostre società”, commenta Kit Harington.

“La disuguaglianza è cresciuta così tanto e il divario di ricchezza è così grande che c'è un limite a ciò che le persone possono e dovrebbero tollerare prima che accadano cose terribili”, continua. “E la Rivoluzione Francese è una sorta di campanello d'allarme nella storia per tutti, su cosa succede quando le persone chiudono gli occhi su ciò che accade fuori dalle loro finestre e siedono nelle loro torri d'avorio. Credo sia per questo che questo è il Dickens da raccontare adesso. Fa i conti, attraverso una storia d'amore, con un mondo al di là del mare che appartiene al passato ma che è frammentato. E anche noi stiamo vivendo in un'epoca di frammentazione”.

Una storia che continua a risuonare nel presente

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Nel corso degli anni sono state molteplici le trasposizioni dell'opera di Dickens, ma cosa in questa versione di "A Tale of Two Cities" spicca al punto tale da poter attrarre una nuova generazione di spettatori? “Siamo stati graziati dalla sceneggiatura straordinaria di Daniel, che ha preso il libro e ha trasformato il Dickens che conosciamo. L'ho trovato davvero stimolante”, dichiara Mirren Mack. “Ero così entusiasta di interpretare Lucie per via di chi ho trovato in quelle pagine. È coraggiosa e audace in modi particolari, come quando decide di voler essere come suo padre e imparare tutto ciò che lui sapeva di medicina, prendendosi la responsabilità di riesumare illegalmente cadaveri ed eseguire operazioni chirurgiche”.

“Sta plasmando la sua vita e prendendo davvero il controllo di chi è”, continua. “E penso che nella nostra versione ci sia una vera esplorazione delle diverse forme d'amore: tra lei e Sydney, tra lei e Charles, tra lei e suo padre. Ci sono così tante forme diverse che rappresentano la forza motrice di quest'opera. E per me la speranza e l'amore sono le uniche cose che riescono a farsi strada attraverso questi tempi caotici, straordinari e difficili. Il fatto che le relazioni tra ogni persona e ogni singolo personaggio siano mosse dal sentimento per qualcun altro dimostra che c'è altruismo anziché egoismo. Qualcosa di importante oggi, come lo è sempre stato: continua a risuonare profondamente”.

Era il migliore dei tempi... Tre giovani si incontrano nelle strade della Londra georgiana dando inizio a un viaggio epico nel cuore della Francia rivoluzionaria. Avvincente dramma con Kit Harington tratto dall'iconico romanzo di Dickens.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Durata totale

4h 0min

Generi

Drammatico, Romantico, Storia

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