
I 10 migliori Babbo Natale nei film: la nostra classifica
Le vacanze sono alle porte, cambiano i palinsesti (in TV, in streaming, al cinema), e per le prossime settimane gli schermi saranno invasi da orde di Babbi Natale, letteralmente. Ce ne sarà per tutti i gusti, per tutte le età, generazioni di Santa Claus si alterneranno fino al 25 dicembre, per una vera abbuffata natalizia. Versioni classiche, ovviamente, ma anche ritratti umanizzati, altri più cinici, fino a Babbi ultra muscolosi, persino horror.
Ma non vi preoccupate, per orientarsi in questo vortice di giacche rosse e barbe bianche, e per evitare di vederci doppio dopo le abbuffate, abbiamo creato per voi una guida, ripercorrendo le “migliori” versioni di Santa Claus, dalle più assurde fino a quelle più tradizionali. Buone visione e… buone feste!
10. Art the Clown travestito da Babbo Natale in “Terrifier 3” (2024)
Partiamo dall'estremo opposto del "vero" Babbo Natale. In Terrifier 3 (2024) Art the Clown ruba il costume a un Santa da centro commerciale e lo usa per trasformare la Vigilia in un incubo splatter. Nessuna letterina o fioretti per l’anno nuovo, ma scene da accapponare la pelle e un Natale ridotto a scenario di pura violenza. È l'esatto contrario del comfort viewing tipico delle feste, in cui il dolce vecchietto con la barba bianca viene ritratto in versione killer, ispirata da una tradizione di film horror natalizi che parte da Natale di sangue (1984). Un titolo decisamente per cuori forti, tra costumi e lucine imbrattati di sangue, con il clown Art travestito da Babbo Natale come protagonista assoluto di un incubo al pan di zenzero. È una scelta adatta solo a chi vive il Natale come stagione per recuperare slasher e gore, più che per rivedere Love Actually (2003). Se cercate calore e cioccolata calda, fossi in voi andrei altrove.
9. Il Babbo Natale sepolto nel ghiaccio in “Trasporto eccezionale, un racconto di Natale” (2010)
In Trasporto Eccezionale (2010) il mito di Babbo Natale viene ribaltato completamente alla radice: nel nord della Finlandia un gruppo di scavatori trova una misteriosa creatura sepolta nel ghiaccio che sembra essere la versione “originale”, arcaica e decisamente più inquietante di Santa Claus. Un’idea decisamente sui generis, con un Santa Claus che sembra arrivare da leggende folkloristiche, più a un uomo delle nevi che a un nonno bonario. Il film sta esattamente a metà tra fiaba nera e l’horror, anche se con qualche tocco humor, seppur questo film si prenda meno sul serio rispetto ai titoli simili. Il Babbo Natale di Rare Exports quasi non parla, è una presenza, un'idea, un peso che incombe sul villaggio e sui bambini protagonisti del film. Proprio per questo rimane uno dei babbi più memorabili, perché rappresenta appieno il lato oscuro di Santa, quasi fosse un demone antico che punisce, ma zero regali. Perfetto per chi vuole un Natale un po' perverso e folkloristico, lontano anni luce dalle atmosfere ultra-natalizie di film come L’amore non va in vacanza (2006).
8. Il Babbo Natale di Tim Allen in “The Santa Clause” (1994) e sequel
Tim Allen è uno dei volti che più hanno definito Babbo Natale negli anni Novanta. In The Santa Clause (1994) interpreta un padre divorziato che, quasi per caso, si ritrova costretto a prendere il posto di Santa Claus dopo un incidente sul tetto. L'idea è semplice ma efficace, un classicone delle feste: raccontare la trasformazione di un uomo cinico in Babbo Natale, con tanto di barba che cresce da sola, un guardaroba improvvisamente rosso e chili che compaiono anche senza cenone. Questo è uno dei Santa più famosi dei film natalizi, ma che ancora oggi riesce a toccare temi delicati, come il rapporto genitori-figli e le difficoltà di diventare adulti (anche se tardi). È un Babbo Natale perfetto per chi è cresciuto con i family movie Disney degli anni Novanta e ancora oggi cerca quell'equilibrio tra cinismo leggero e buoni sentimenti. Non rivoluziona il mito, ma lo rende vicino, quasi domestico.
7. Jack Skeletron in “Nightmare Before Christmas” (1993)
Una delle riletture più geniali che siano mai state fatte del mito di Babbo Natale, con il re del mondo Halloween che decide di prendere le redini della slitta, più per esperimento che per per vocazione. Che cos’è il Natale? Canta Jack Skeletron (Skellington in inglese) nella colonna sonora strepitosa di Nightmare Before Christmas (1993). Qui siamo davanti a uno dei personaggi natalizi più iconici del cinema, tassello fondamentale dell’immaginario gotico creato da Tim Burton, soprattutto in Edward mani di forbici (1990), da cui Jack riprende la malinconia e il bisogno di trovare un proprio posto altrove. Una fiaba da albero di natale? Non proprio, ma non per questo inadatto a una visione in famiglia, anche se i più piccoli potrebbero spaventarsi con qualche personaggio, soprattutto sul finale. Consigliatissimo per un rewatch “da brividi” durante le feste.
6. Il Babbo Natale rock di Kurt Russell in “Qualcuno salvi il Natale” (2018)
Kurt Russell porta in Qualcuno salvi il Natale (2018) una versione "rock" di Babbo Natale. Cappotto rosso sì, ma look curato, sguardo alla Clint Eastwood e movenze da star anni Ottanta, il tutto con grandissime dosi d’azione. È un Santa che guida il suo slittino come se fosse una Mustang, in una scena organizza addirittura una jam session insieme a dei carcerati. L’attore si diverte, e si vede. Questa versione di Babbo Natale funziona perché non cerca di cancellare l'immagine classica, ma la aggiorna. Il film, infatti, racconta di un Babbo Natale consapevole della propria fama, un po' infastidito dai luoghi comuni che lo circondano, ma ancora legato all'idea di portare meraviglia ai bambini. Qualcuno salvi il Natale è il film giusto per chi ama i film di Natale contemporanei, con un ritmo e un'estetica freschi. Se pensate che Santa Claus sia la vera rockstar delle feste, questa è la versione che fa per voi.
5. La versione action di David Harbour in “Una notte violenta e silenziosa” (2022)
In Una notte violenta e silenziosa (2022) David Harbour interpreta uno dei Babbo Natale più sorprendenti degli ultimi anni: stanco, disilluso, con un passato da guerriero vichingo e una certa inclinazione a usare mazza e martello quando i cattivi minacciano di rovinare il giorno di Natale. È come se qualcuno avesse preso Die Hard (1988) e Mamma, ho perso l'aereo (1990) e li avesse shakerati dentro il costume rosso. Quello che potrebbe essere solo una gag lunga un film diventa invece un personaggio vero. Harbour gioca continuamente sul contrasto tra la figura iconica e l'uomo logoro che c'è sotto, uno che non crede più molto né in sé stesso né negli esseri umani, ma che in una notte è costretto a ricordarsi quale sia il proprio mestiere. Violent Night è perfetto per chi vuole un Natale d'azione, pieno di splatter e di cinismo (seppur romantico). Non è certo la scelta ideale per una serata con bambini più piccoli, ma potrebbe diventare il nuovo cult delle feste per chi è cresciuto con i film d'azione di fine anni Ottanta.
4. Il Babbo Alcolizzato di Billy Bob Thornton in “Babbo Bastardo” (2003)
Babbo Bastardo (2003) è la versione più tossica, disperata e insieme irresistibile di Babbo Natale. Billy Bob Thornton interpreta un ladro alcolizzato che lavora come Santa Claus nei centri commerciali solo per poter svaligiare i negozi a fine giornata. Il film è una demolizione sistematica dell'idea che “a Natale si è tutti più buoni”, fatta di dialoghi taglienti e politicamente scorretti. Thornton porta in scena un uomo alla deriva, ma che sotto la facciata da “brutto e cattivo” conserva accesa la luce del Natale, seppur sfocata. È un Babbo Natale per chi non ne può più di essere ingozzato di zucchero a velo, ma che non ha paura di trovare, sotto gli strati di cinismo del protagonista, un barlume di affetto. Se amate le commedie nere e volete un anti-Christmas movie da recuperare, questo Santa Claus è un punto di passaggio obbligato.
3. Il Babbo Natale più umano di Ed Asner in “Elf” (2003)
Spesso si sottovaluta quanto Babbo Natale sia in Elf (2003) un personaggio fondamentale. Nonostante in questo film possa sembrare paradossalmente un personaggio “laterale”, Ed Asner riesce a dargli uno dei volti “più umani” che si potessero immaginare, un Babbo Natale anziano e stanco, ma allo stesso tempo conscio dell’importanza fondamentale del proprio lavoro. Nonostante infatti il protagonista del film qui sia Buddy (interpretato da Will Ferrell) Santa Claus rimane l’asse portante attorno a cui gira la trama, la ragione da cui parte la missione dell’elfo “fuori misura" nel mondo degli umani per risolvere una crisi di fede natalizia. Quella di Aner è una una prova fatta di sfumature, che non alza mai i toni, non cerca gag facili. Nonostante l’attore abbia interpretato Babbo Natale in altri sette film, qui costruisce un ritratto reale, più vicino al nonno che al mito, controparte alla comicità “oltre” di Ferrell. Il suo Santa dona a questo film un lato romantico e delicato, è quasi un dettaglio, ma decisivo per dare a Elf una profondità altrimenti assente. È il Babbo Natale ideale per chi ama i Christmas movie più classici ma vuole un tocco di ironia contemporanea, un ponte tra la tradizione e la generazione cresciuta con le commedie dei primi anni Duemila.
2. Il tradizionale Babbo Natale di Edmund Gwenn in “Il miracolo della 34a strada” (1947)
Edmund Gwenn è il Babbo Natale che ha fissato lo standard per tutti gli altri. In Il miracolo della 34a strada (1947) interpreta Kris Kringle, un anziano assunto per impersonare Santa alla parata dei magazzini Macy's, che tuttavia insiste nel dire di essere davvero lui. Il film gioca fino in fondo su questa ambiguità, portando la questione in tribunale in uno dei processi più surreali della storia del cinema, ma il cuore resta la sua interpretazione. Gwenn costruisce un Santa pieno di gentilezza, ironia e un pizzico di malinconia. Non è mai stucchevole, mai troppo "dolce", ma emana una calma e una sicurezza che spiegano perché i bambini si fidino di lui senza esitare. È la versione del personaggio più vicina alla tradizione, un classico in bianco e nero che oggi potrebbe risultare forse un po’ stereotipato, ma se volete riscoprire le “vere” origini di Babbo Natale come lo conosciamo oggi, è qui che dovete andare.
1. L'iconico Babbo Natale di Richard Attenborough in “Miracolo nella 34a strada” (1994)
Se Edmund Gwenn è il modello originale, Richard Attenborough è la versione ripensata per il pubblico contemporaneo. Nel remake del 1994 di Miracolo nella 34a strada l’attore prende il ruolo di Kris Kringle e lo aggiorna senza tradirlo. Il suo Babbo Natale è caldo, sorridente, ma attraversato da una malinconia sottile che emerge nei momenti in cui il mondo smette di credere in lui. Rispetto all’originale, Attenborough porta il personaggio su una dimensione più teatrale, con un Babbo meno stereotipato ma che meglio interpreta i momenti di tristezza che percorrono la trama. Grazie alla sua performance, il film riesce a dare un piglio nuovo a uno dei Christmas movie più famosi di sempre, pur mantenendo intatto il nucleo originale. Questa versione di Santa si prende il primo posto, proprio per come riesce a rimanere in perfetto equilibrio tra tradizione e modernità, perfetta per chi cerca un gusto retrò ma senza pennichella dopo il cenone.


































